Decisa e anticonformista, con quella dose di ironia pungente che la accompagna da sempre. Così è Whoopi Goldberg, star di prima grandezza nello show business statunitense, nel lavoro così come nella vita privata e sentimentale.
Ripercorrere la storia delle sue relazioni sentimentali non è molto diverso dalle 'montagne russe' scatenate che caratterizzano la serie "Sister act" che la vede come protagonista. Ce n'è veramente per tutti i gusti, tra matrimoni finiti, relazioni con altre star di Hollywood e relativi scandali derivati, dubbi e pettegolezzi sulle sue preferenze sessuali.
A rimanere immutata, di fronte a questo caleidoscopio fatto di gossip e invadenza, è la risata serena e determinata con cui l'attrice lo affronta. Consapevole di essere nel giusto per l'unica persona del quale le importa il giudizio: se stessa.
Una fiducia che le ha permesso di diventare una delle personalità più influenti di un ambiente non facile, soprattutto per una donna afroamericana, come quello del cinema hollywoodiano. Dall'Oscar per "Ghost - Fantasma" alla fortunata conduzione del talk show 'The view' per l'emittente ABC, Whoopi Goldberg è uno dei volti più noti e amati dal pubblico statunitense.
Spettatori che non hanno mai mancato di farle sentire il loro affetto, sia per cosa hanno rappresentato i suoi ruoli sul grande schermo, sia per le battaglie sociali di cui si è fatta promotrice negli anni, in primo luogo per i diritti della comunità Lgbtqia+.
Lontano dalla luce dei riflettori, la sua vita privata e sentimentale è, però, molto meno fortunata, sebbene lei stessa non se ne faccia un cruccio ammettendo, in interviste recenti, di non essere in cerca di un compagno per la vita e di aver capito di stare bene per conto suo.
Una consapevolezza maturata dopo anni di tentativi di conformarsi a bisogni e stili di vita che sentiva di dover fare propri perché così vuole la società. Fino alla decisione di infischiarsene per inseguire l'unico obiettivo che conta: la propria felicità.
Una strada che inizia nel 1973, quando sposa Alvin Martin, l'assistente sociale che aveva seguito il suo difficile percorso per uscire dalla tossicodipendenza. Un periodo difficile, in cui l'attrice era ancora lontana dall'essere la star che tutti oggi conoscono e ammirano. Le sue fragilità e debolezze la portarono, per sua stessa ammissione, a cercare l'approvazione delle persone intorno a lei attraverso il matrimonio. Da esso nacque l'unica figlia dell'attrice, Alexandrea, ma questo non impedì all'unione di naufragare nel 1979.
In quegli anni, la Goldberg spicca il volo a Broadway grazie al regista de "Il laureato" Mike Nichols. È qui che viene notata da Steven Spielberg che la vuole come protagonista per il drammatico "Il colore viola" che fa guadagnare all'attrice la sua prima nomination agli Oscar. Hollywood la abbraccia, portandola all'esordio nella commedia con il brillante "Jumpin' Jack flash" e a proseguire nella carriera drammatica con "Homer e Eddie" di Andrej Končalovskij.
È in questo periodo che conosce l'uomo destinato a diventare il suo secondo marito, David Claessen, più giovane di lei di quattro anni. Proprio la differenza di età è la causa della loro separazione, che avviene nel 1989, solo tre anni dopo le nozze. In un'intervista, con il sarcasmo che la contraddistingue, Goldberg spiegò il motivo per cui non sempre le cose funzionano con compagni più giovani:
A questo punto, la carriera della Goldberg è avviata, tra l'Oscar ottenuto per "Ghost - Fantasma" nel 1991 e il successo clamoroso di "Sister act" nel 1992 (che porterà a un sequel l'anno successivo e, forse, a un terzo capitolo addirittura con Papa Francesco guest star, come l'attrice ha suggerito scherzando lo scorso giugno, invitata in Vaticano proprio dal Pontefice).
E così, nel 1994, l'attrice convola a nozze per la terza e ultima volta con l'attore Lyle Trachtenberg. Unione ancora più breve della precedente, che giunge a termine dopo appena un anno, nel 1995.
A quanto pare, dunque, Whoopi Goldberg e il matrimonio non sono proprio fatti l'uno per l'altra. E la sua decisione di non riprovarci mai più da, ormai, quasi trent'anni, conferma come sia lei la prima a essere convinta di questa verità.
Non che le occasioni non le siano mancate.
Trachtenberg non è, infatti, l'unico collega di Hollywood con il quale Goldberg ha avuto una relazione. Prima di incontrarlo, ad esempio, l'attrice si lega a Timothy Dalton, celebre per aver ricoperto il ruolo di James Bond in due pellicole, "007 - Zona pericolo" del 1987 e "007 - Vendetta privata" del 1989.
Dopo il terzo divorzio, invece, l'attrice fa coppia fissa per alcuni anni con Frank Langella, conosciuto sul set della commedia "Eddie - Un'allenatrice fuori di testa" del 1996. I due fanno coppia fissa e arrivano anche alla convivenza, prima della rottura che avviene nel 2001. Non senza strascichi polemici, dal momento che Langella, poco dopo la separazione, inizia a frequentare Barbara Walters, co-condutrice di 'The view' proprio con la Goldberg, creando un clima descritto come molto pesante nel dietro le quinte dello show.
Ma la relazione più burrascosa dell'attrice è sicuramente quella avuta con Ted Danson, star della sitcom "Cheers". La storia tra i due inizia tra la fine degli anni '80 e l'inizio degli anni '90 ma, ai tempi, Danson è sposato con Cassandra Coates. Divenuto pubblico, l'affaire finisce nel peggiore dei modi possibile. Danson è costretto al divorzio, con una causa multimilionaria che lo porta a versare 30 milioni di dollari all'ex moglie. Per la Goldberg, l'intera vicenda costa la perdita di un amico prezioso, della quale lei si rammaricherà più volte negli anni a venire.
Tutte queste tribolazioni attirano l'attenzione sulla sua vita privata. La decisione rivendicata più volte di non sposarsi più, unita all'assenza di nuovi gossip su eventuali relazioni portano a un'ulteriore ondata di pettegolezzi, stavolta inerenti le sue preferenze sessuali.
In molti suggeriscono, infatti, che la Goldberg sia lesbica. Affermazioni che lei smentisce ma senza particolare acrimonia. Whoopi Goldberg è considerata un simbolo dalla comunità Lgbtqia+ per la sua rappresentazione sul grande schermo di personaggi omosessuali come ne "Il colore viola" e in "A proposito di donne".
Un'acclamazione della quale l'attrice va fiera, impegnandosi attivamente al fianco della comunità per le sue battaglie e il riconoscimento dei suoi diritti.
Così come va fiera della sua vita. Il fatto che non ci sia un uomo ad accompagnarla non rappresenta un peso per lei, come ha dichiarato nel 2019 in un'intervista al 'New York Magazine':
Nessun rimpianto o rimorso, dunque. Solo la convinzione delle proprie scelte e l'accettazione delle loro conseguenze, per una libertà di cui davvero Whoopi Goldberg deve andare fiera.