La Ferrari, il cavallino rampante di Maranello, continua a correre sui circuiti mondiali, ma la sua corsa in borsa sta subendo una leggera deviazione. Exor, la storica holding degli Agnelli, ha annunciato una decisione che sta scuotendo i mercati: intende vendere un quinto della propria quota in Ferrari, riducendo la sua partecipazione al 20%. Un passo che, sebbene non cambi gli equilibri aziendali, ha suscitato dubbi e interrogativi su cosa accadrà ora alla "Rossa" in Borsa. Mentre il valore delle azioni Ferrari è stato vicino ai massimi storici, la notizia della vendita ha causato un brusco calo sul listino italiano. Ma cosa significa realmente questa mossa, e quali sono le implicazioni per il futuro di Ferrari e Exor?
Exor, holding che controlla Ferrari tramite una partecipazione diretta, ha messo sul piatto circa 7 milioni di azioni ordinarie, pari al 4% del capitale di Ferrari. Con questa vendita, Exor ridurrà la sua partecipazione da circa il 24% al 20%, una mossa che mira a generare liquidità da reinvestire in nuovi progetti strategici. Nonostante questa dismissione, Ferrari resta saldamente sotto il controllo della famiglia Agnelli, che continuerà ad avere una quota significativa nella società.
L’operazione è prevista in tempi rapidi: la vendita si dovrebbe concludere entro il 3 marzo prossimo, con la maggior parte delle azioni destinate a investitori istituzionali. Tuttavia, Ferrari ha dichiarato che potrebbe acquistare fino al 10% dell’offerta, pari a circa 300 milioni di euro, come parte del suo programma di buyback (riacquisto di azioni proprie), il quale fa parte di un piano complessivo da 2 miliardi di euro già avviato.
L’obiettivo dichiarato di Exor è quello di diversificare ulteriormente il proprio portafoglio e fare cassa per finanziare future acquisizioni. Con la vendita delle azioni Ferrari, Exor si prepara a incassare circa 3 miliardi di euro, una somma che verrà utilizzata principalmente per due scopi: un miliardo di euro verrà destinato al riacquisto di azioni proprie della holding, mentre i restanti 2 miliardi sono previsti per una nuova acquisizione strategica.
Il CEO di Exor, John Elkann, ha dichiarato che questa operazione consentirà alla holding di ridurre la concentrazione del suo portafoglio e di perseguire nuove opportunità di crescita. Nonostante la vendita, Elkann ha ribadito l’impegno di Exor a rimanere il principale azionista di Ferrari, confermando la fiducia nel futuro della società di Maranello.
Nonostante l’operazione di vendita delle azioni, poco o nulla cambierà nella governance di Ferrari. Exor, infatti, continuerà a detenere una quota significativa nel capitale della Ferrari (20%), ma manterrà anche un'importante influenza nelle decisioni aziendali grazie ai diritti di voto che possiede. La holding avrà infatti il 30% dei diritti di voto, un aspetto fondamentale nelle occasioni di convocazione delle assemblee e di rinnovo del consiglio di amministrazione.
Inoltre, la famiglia Agnelli ha garantito che non venderà ulteriori pacchetti azionari per almeno un anno, segnando la sua intenzione di rimanere un investitore convinto e a lungo termine nella Ferrari. Questo impegno dovrebbe tranquillizzare i mercati, che potrebbero temere una possibile instabilità o incertezze sul futuro di Ferrari. La leadership della famiglia Agnelli nella società rimane, pertanto, solida e indiscussa.
La mossa di Exor, purtroppo, ha avuto un impatto immediato sul mercato: la notizia della vendita delle azioni ha provocato un calo del valore dei titoli Ferrari, che erano a ridosso dei massimi storici prima dell'annuncio. Le azioni Ferrari, infatti, erano apprezzate non solo per il loro legame con il brand di lusso e il successo in Formula 1, ma anche per la capacità della società di essere un "ibrido" tra l'industria automobilistica e il settore del lusso, il che ne ha fatto un titolo molto ricercato.
Pier Luigi Bellini, senior financial advisor e esperto del settore automobilistico, ha commentato che "l’operazione non cambia la direzione strategica e il controllo di Ferrari", ma ha sottolineato come la tempistica della vendita sia perfetta, in quanto avviene in un momento in cui il mercato è ai massimi. La decisione di Exor di vendere azioni in questo momento potrebbe essere una strategia per massimizzare i ritorni economici, sfruttando i prezzi elevati del titolo.
Il valore di Ferrari in borsa è straordinario: la sua capitalizzazione di mercato supera quella di Volkswagen e Stellantis messe insieme, segno della sua unicità come marchio e della fiducia degli investitori. Sebbene il calo delle azioni post-annuncio abbia generato preoccupazione, gli esperti ritengono che la strategia di Exor non comprometta la solidità dell'azienda.
Ferrari continuerà la sua corsa sia sui circuiti che in borsa, con Exor che rimarrà uno dei principali azionisti di riferimento. L'operazione di vendita rappresenta un’opportunità di crescita e diversificazione per la holding Agnelli, ma non dovrebbe avere effetti negativi sul futuro della Ferrari. Le azioni potrebbero subire fluttuazioni nel breve termine a causa delle dinamiche di mercato, ma nel lungo periodo Ferrari resta una delle aziende più solide e apprezzate al mondo.
In sostanza, il cavallino rampante è destinato a proseguire la sua corsa, con Exor al volante per guidarlo verso nuovi traguardi, pur avendo scelto di fare un passo indietro sul fronte della proprietà, per favorire nuove acquisizioni e ampliare il proprio portafoglio. Ferrari rimane una regina indiscussa del lusso e dell’automotive, pronta a sfidare le sfide del futuro, sia in pista che in borsa.