Emma Ruzzonè una figura di spicco nel panorama studentesco italiano, particolarmente nota per il suo attivismo e il suo ruolo di rappresentante degli studenti dell'Università di Padova.
Nata nel 2000 a Monselice (cittadina sui Colli Euganei), Emma Ruzzon attualmente studia Lettere Moderne all'Università di Padova, dove è iscritta dal 2019. Nel 2023, si è laureata in Lettere presso l'Ateneo. Non ci sono informazioni riguardo ai suoi genitori e alla sua vita privata, non è noto se sia fidanzata o single.
Emma Ruzzon è la presidente del Consiglio degli Studenti dell'Università di Padova. La sua carriera e il suo impegno sono iniziati all'interno della sezione cittadina di Studenti per Udu, l'associazione più votata a Palazzo Bo. Nel corso degli anni, si è distinta per essere in prima linea nelle proteste studentesche, tra cui l'iniziativa di dormire in tenda davanti alla sede dell'università per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'emergenza abitativa.
Il 19 maggio 2022, in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dell'Università di Padova, Emma Ruzzon ha tenuto un discorso di grande impatto nell'Aula Magna dell'Ateneo. Davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha parlato a nome di tutti gli studenti, denunciando le problematiche del sistema universitario e le difficoltà che molti studenti si trovano ad affrontare.
Ruzzon ha denunciato più volte il disagio vissuto dagli studenti, culminato in alcuni casi di suicidio. Ha criticato le pressioni esercitate dalle istituzioni e dalle famiglie, sottolineando come l'università possa diventare una fonte di stress insostenibile. In occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico, ha posto una corona d'alloro accanto al leggio in memoria degli studenti che si sono tolti la vita a causa di problemi legati all'università.
Durante l'inaugurazione dell'anno accademico, Ruzzon si è tolta una camicia nera per criticare il governo di centrodestra, accusandolo di minacciare la libertà di pensiero e di ricerca e alludendo al rischio di un ritorno al fascismo.