03 Apr, 2025 - 18:09

Bonus rifiuti 2025, in arrivo lo sconto del 25% sulla Tari: ecco i requisiti

Bonus rifiuti 2025, in arrivo lo sconto del 25% sulla Tari: ecco i requisiti

A breve sarà ufficialmente attivato il cosiddetto Bonus rifiuti, un'agevolazione pensata per alleggerire il peso economico della Tari, ovvero la tassa sui rifiuti che ogni cittadino deve corrispondere per la gestione della raccolta e dello smaltimento. Questa misura consiste in una riduzione del 25% sull'importo complessivo della tassa ed è rivolta specificamente alle famiglie che si trovano in condizioni di difficoltà economica. Nello specifico, potranno beneficiarne i nuclei familiari con un reddito ISEE inferiore a 9.530 euro e quelli con almeno quattro figli a carico, purché il loro reddito non superi i 20mila euro annui.

L'entrata in vigore ufficiale della misura è legata alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un apposito DPCM, che ha il compito di stabilire con precisione i criteri di accesso al beneficio. Tuttavia, per renderlo effettivo sarà necessario attendere un ulteriore passaggio burocratico: l'intervento dell'Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), che dovrà fornire linee guida ai Comuni per la concreta applicazione dello sconto.

Cos'è il Bonus rifiuti e chi può usufruirne?

Il Bonus sociale rifiuti è un'agevolazione economica che permette di ridurre del 25% il costo della Tari per le famiglie in difficoltà economica.
Il meccanismo di funzionamento è simile a quello dei bonus sociali previsti per le utenze domestiche di luce e gas: la riduzione della tassa avverrà in modo automatico per i cittadini aventi diritto, senza che sia necessario presentare domanda.

Le famiglie con un reddito inferiore a 9.530 euro potranno usufruire dello sconto indipendentemente dal numero di figli a carico, mentre per i nuclei con quattro o più figli è previsto un limite di reddito ISEE più alto, fissato a 20mila euro annui.

Tari: cos'è e chi deve pagarla?

La Tari (Tassa sui Rifiuti) è il tributo comunale destinato alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani. L'importo da versare viene calcolato considerando due componenti principali: una quota fissa, determinata in base alla superficie dell'immobile, e una quota variabile, che dipende da fattori come il numero di occupanti dell'abitazione.

Questa tassa è obbligatoria per tutti i soggetti che detengono o occupano immobili o aree operative in cui si producono rifiuti, a prescindere dalla quantità effettiva di rifiuti generati. In sostanza, chiunque abbia la disponibilità di un immobile è tenuto a contribuire al finanziamento del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani.

Quando entrerà in vigore e come funzionerà?

Sebbene il Bonus rifiuti sia stato inizialmente introdotto dal governo Conte, non è mai stato effettivamente attuato. Solo con l'intervento dell'attuale governo Meloni si è riusciti a sbloccare la misura, attraverso l'approvazione del DPCM che ne ha definito le modalità di applicazione.
Ora l'iter burocratico prevede che l'Autorità per l'energia (Arera) coordini il passaggio delle informazioni reddituali delle famiglie dall'INPS ai singoli Comuni, che saranno direttamente responsabili dell'assegnazione dello sconto sulle bollette della Tari.

Le modalità precise con cui l'agevolazione verrà applicata non sono ancora state dettagliatamente stabilite, ma si ipotizza che seguiranno lo stesso schema dei bonus sociali per luce e gas. In tal caso, gli aventi diritto non dovranno presentare alcuna domanda: lo sconto verrà applicato in automatico sugli importi dovuti. Tuttavia, per beneficiare del bonus, sarà indispensabile avere un ISEE aggiornato e in corso di validità.

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