04 Jan, 2026 - 15:59

"No Other Choice": tutto su come finisce e dov'è stato girato il film

"No Other Choice": tutto su come finisce e dov'è stato girato il film

Cosa saresti disposto a fare quando non c’è nessun'altra scelta?: è questo l’eco di fondo che permea "No Other Choice", il film di Park Chan-wook e candidato ai prossimi Golden Globe 2026.

Con la star di "Squid Game" Lee Byung-hun, la pellicola è un pericoloso viaggio nei meandri del capitalismo e della dura legge della sopravvivenza.

Satira nerissima, thriller morale e black comedy senza freni, "No Other Choice" ha riportato Park Chan-wook in Corea del Sud dopo l’esperienza internazionale, confermando la sua capacità di trasformare una premessa "semplice" in un incubo lucido e disturbante.

Il risultato è un film che fa ridere, stringe lo stomaco e lascia addosso una sensazione scomoda: forse Man-su non è un mostro isolato, ma un prodotto perfetto del sistema.

Trama di "No Other Choice" con spoiler

Man-su è un dipendente modello della Solar Paper, un veterano dell’industria cartaria che ha fatto tutto "come si deve" per ben 25 anni. È ben pagato, vive nella casa della sua infanzia, mantiene uno stile di vita agiato con la moglie Mi-ri, i figli e due cani.

Poi arriva il capitalismo globale: l’azienda viene acquisita dagli americani, i tagli sono immediati e Man-su finisce licenziato senza cerimonie - o meglio, con un'anguilla in regalo.

Promette alla famiglia che troverà un nuovo lavoro entro tre mesi. Ne passano tredici. Il lavoro non arriva, il mutuo pesa, i cani vengono dati via, la figlia Ri-one soffre, Mi-ri inizia a lavorare come assistente dentistica.

L’umiliazione diventa quotidiana, fisica, quasi dentale: Man-su ignora un dolore ai denti che è una metafora fin troppo chiara. Quando tenta di entrare alla Moon Paper, viene ridicolizzato dal manager Seon-chul.

È il punto di rottura. 

Dopo aver quasi ucciso Seon-chul in un impeto di rabbia, Man-su elabora un piano glaciale: pubblica un falso annuncio di lavoro per scovare i veri concorrenti. I più pericolosi sono Beom-mo e Si-jo. Recupera la pistola del padre veterano del Vietnam e decide di eliminarli uno a uno.

Il piano deraglia subito. Beom-mo è un uomo distrutto, sposato con A-ra, una donna cinica e infelice. Durante una colluttazione per l’arma, è A-ra a sparare al marito, uccidendolo. Man-su fugge, sconvolto ma ancora deciso ad andare fino in fondo.

Nel frattempo, la sua vita familiare si sfalda: sospetti di tradimento, figli nei guai, detective che iniziano a collegare sparizioni. Si-jo viene ucciso con riluttanza, seppellito in giardino come un segreto che puzza di terra e colpa.

Seon-chul, invece, muore soffocato nel modo più "naturale" possibile: l’omicidio perfetto del capitalismo, senza sangue e senza testimoni.

Come finisce "No Other Choice"

Il finale di "No Other Choice" è feroce nella sua semplicità. Dopo la morte di Seon-chul, Moon Paper assume Man-su. Il sistema premia chi ha saputo adattarsi meglio, anche se l’adattamento è passato attraverso tre cadaveri.

La famiglia si ricompone: la casa è salva, i cani tornano, Ri-one sembra più serena, la normalità viene ripristinata come se nulla fosse accaduto.

La polizia arriva troppo tardi. A-ra ha già costruito una versione dei fatti che incastra il marito Beom-mo come possibile assassino di Si-jo, scagionando definitivamente Man-su. Non c’è catarsi, non c’è punizione. C’è solo efficienza.

L’ultima immagine è Man-su che festeggia da solo nella nuova cartiera ultramoderna, un luogo dominato dalle macchine, privo di operai, di umanità, di rumore emotivo. È il trionfo del lavoro senza lavoratori, dell’uomo che ha sacrificato tutto per continuare a esistere dentro il sistema.

Park Chan-wook non giudica apertamente: lascia che sia lo spettatore a decidere se questo sia un lieto fine o l’orrore definitivo.

Dove è stato girato "No Other Choice"

"No Other Choice" è stato girato interamente in Corea del Sud, con una forte attenzione agli spazi urbani e suburbani come estensione del tema sociale del film. Le riprese principali sono iniziate nell’agosto 2024 e si sono concluse nel gennaio 2025, dopo circa cinque mesi.

La casa di Man-su, elemento centrale della narrazione, è una vera abitazione situata vicino a Hongseong, scelta per evocare stabilità, memoria e radici, tutto ciò che il protagonista rischia di perdere.

Le sequenze urbane e industriali sono state girate a Ulsan, città costiera dal volto doppio: polo industriale aggressivo e quartieri residenziali apparentemente tranquilli.

Alcune scene chiave utilizzano location reali di Seul, tra cui l’invecchiato Sewoon Plaza, simbolo della trasformazione urbana e della dismissione del passato. Park Chan-wook ha sfruttato questi spazi per rafforzare visivamente il senso di obsolescenza umana in un mondo che corre troppo veloce.

Perché "No Other Choice" ha colpito critica e festival

Presentato in concorso all’82° Festival di Venezia, "No Other Choice" ha ottenuto un’accoglienza entusiasta per la sua capacità di fondere humour nero e tragedia sociale.

Le nomination ai Golden Globe e la candidatura agli Oscar come film internazionale hanno confermato la forza universale del racconto.

Park Chan-wook ha trasformato "The Ax" di Donald Westlake in qualcosa di profondamente coreano e allo stesso tempo globale: una storia in cui il lavoro non è più dignità, ma sopravvivenza pura. E quando non c’è nessun’altra scelta, la morale diventa un lusso che pochi possono permettersi.

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