I colloqui tra Stati Uniti e Iran sul programma nucleare rischiano di saltare a causa di un disaccordo sul formato e sulla sede dei negoziati. La situazione riporta in primo piano le tensioni diplomatiche e i timori di un possibile intervento militare, mentre la Turchia invita a privilegiare la via diplomatica.
Dopo settimane di escalation di tensioni, gli Stati Uniti e l’Iran avevano concordato di incontrarsi il 6 febbraio 2026 a Istanbul, in Turchia, con la partecipazione di diversi paesi del Medio Oriente come osservatori.
Secondo quanto riportato in un articolo in esclusiva da Axios, i colloqui tra i due paesi rischiano di saltare a causa di disaccordi riguardanti il formato dei colloqui. Axios cita due funzionari statunitensi, secondo i quali a determinare il blocco sarebbero state le richieste di Teheran di modificare la sede e il formato dei colloqui.
In dettaglio, Axios riporta che le autorità iraniane avrebbero dichiarato il 3 febbraio di voler trasferire lo svolgimento dei colloqui in Oman e di tenere i colloqui in formato bilaterale, in modo che le discussioni riguardino esclusivamente il dossier nucleare, evitando che entrino in agenda altri temi, come i missili, considerati invece prioritari dagli Stati Uniti e dai paesi della regione.
Sebbene le autorità statunitensi avessero valutato la richiesta di cambiare sede, il 4 febbraio avrebbero deciso di respingerla.
Le difficoltà diplomatiche tra Stati Uniti e Iran tornano così in evidenza a causa del disaccordo sul formato e sulla sede dei colloqui nucleari.
Le ipotesi di un fallimento dei colloqui tra le parti sollevano timori sulla possibilità di azioni militari da parte degli Stati Uniti.
Parallelamente, ha parlato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, a margine di un colloquio con il suo omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi, al Cairo. Erdogan ha insistito sulla via diplomatica per la risoluzione delle questioni aperte.
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