A quasi ottant’anni dall’uso dell’arma nucleare nella Seconda guerra mondiale, nonostante gli accordi di non proliferazione e i tentativi di disarmo, il numero complessivo di testate nucleari nel mondo resta elevato e concentrato nelle mani di poche potenze. Oggi sono nove gli stati che dispongono di armi nucleari, con arsenali e dottrine strategiche profondamente diversi.
Due superpotenze mondiali, Stati Uniti e Russia, detengono insieme oltre l'80 per cento delle armi nucleari mondiali. Sebbene il numero esatto di testate nucleari sia top secret, secondo le stime riportate da Our World in Data, Washington possiede circa 3.700 testate nucleari.
Mosca rimane la potenza nucleare con il maggior numero di testate: circa 4.299.
Subito dopo Stati Uniti e Russia si collocano Cina, Francia e Regno Unito, riconosciuti come Stati nucleari dal Trattato di non proliferazione (TNP). Pechino possiede circa 600 testate, un numero in crescita costante. La Francia dispone di circa 290 testate nucleari, mentre il Regno Unito ne possiede circa 225.
In Asia, il quadro si complica ulteriormente. India e Pakistan, rivali storici, possiedono rispettivamente circa 180 e 170 testate nucleari.
Pyongyang ha sviluppato un programma nucleare nonostante le sanzioni internazionali e dispone oggi di un numero stimato di circa 30 e 50 testate. Israele adotta una politica di ambiguità nucleare, tuttavia, si stima che detiene circa 90 testate.
Gli arsenali stanno crescendo: il Nuclear Weapons Ban Monitor, pubblicato da Norwegian People's Aid in collaborazione con la Federation of American Scientists, ha segnalato a marzo 2025, il numero di armi nucleari disponibili per l'uso è aumentato da 9.585 all'inizio del 2024 a 9.604 all'inizio del 2025 aggiungendo che ciò equivale a poco più di 146.500 delle bombe che distrussero Hiroshima.
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