Un tribunale ungherese ha condannato Maja T., persona non binaria con cittadinanza tedesca, a otto anni di carcere per il coinvolgimento in aggressioni contro un gruppo di estremisti di destra a Budapest nel 2023. Il caso ha sollevato questioni legali e procedurali.
Un tribunale ungherese ha condannato, il 4 febbraio 2026, una persona non binaria con cittadinanza tedesca, Maja T., a otto anni di carcere per le accuse relative all'aggressione ad un gruppo di estremisti di destra avvenuta a Budapest nel febbraio 2023.
Secondo l’atto d’accusa, il venticinquenne è stato riconosciuto colpevole di due reati: tentata lesione personale grave e partecipazione a un’organizzazione criminale.
La procura ungherese aveva chiesto, inizialmente, una condanna a 24 anni di carcere, motivandola come una misura di deterrenza. Secondo l'accusa, T. avrebbe fatto parte di un gruppo estremista di sinistra composto da 19 membri, ritenuto responsabile di nove aggressioni. Le vittime di questi attacchi avrebbero riportato fratture ossee e ferite alla testa.
Il caso non è ancora chiuso definitivamente. Maja T. potrebbe presentare ricorso presso il tribunale ungherese. In attesa di sviluppi, continuerà a rimanere in carcere, dove si trova da oltre un anno in regime di isolamento.
I critici del processo penale sottolineano che il caso ha sia una dimensione giuridica che politica.
T. è stata estradata dalla Germania a giugno 2024. Successivamente, nel 2025, la Corte costituzionale federale tedesca ha stabilito che il processo non avrebbe dovuto svolgersi in Ungheria, richiamando la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare il divieto di trattamenti inumani o degradanti.
La Corte ha ritenuto che T. avrebbe potuto subire un trattamento discriminatorio e ha stabilito che non si sarebbe dovuto procedere all’estradizione. Tuttavia, il verdetto è arrivato troppo tardi per fermare l’estradizione.
L’europarlamentare tedesco ed esponente socialista di Die Linke, Martin Schirdewan, ha definito il procedimento come "processo farsa politico in Ungheria":
Politischer Schauprozess in Ungarn: 8 Jahre Haft Zuchthaus für Maja T. sind unverhältnismäßig. Ihr Statement macht klar: Hier geht es nicht um Recht, sondern um ein politisches Exempel. #Rechtsstaatlichkeithttps://t.co/n74XlMOswI
— Martin Schirdewan (@schirdewan) February 4, 2026
Anche Helge Limburg, esponente dei Verdi, ha condannato il verdetto:
Soeben wurde Maja T. in Ungarn zu acht Jahren Zuchthaus verurteilt.
— Helge Limburg, MdB (@Helge_Limburg) February 4, 2026
Unser Verfassungsgericht hat festgestellt, dass die Auslieferung rechtswidrig war.
Die ungarische Regierung hat das Verfahren gegen Maja T. von Anfang an politisiert.
Ein schlechter Tag für den Rechtsstaat. pic.twitter.com/Y9TdHnELBz
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