06 Feb, 2026 - 10:05

Atalanta - Juventus: Cesari annulla il rigore di Fabbri nel quarto di Coppa Italia

Atalanta - Juventus: Cesari annulla il rigore di Fabbri nel quarto di Coppa Italia

Il quarto di finale di Coppa Italia tra Atalanta e Juventus, subito dopo il triplice fischio finale, ha acceso subito le polemiche per la decisione dell’arbitro Fabbri di assegnare un rigore che ha inevitabilamente spezzato l'equilibrio del risultato a favore della sqaudra di Palladino che fino a quel momento era stata costretta a rintanarsi nella propria metà campo per il netto dominio territoriale della squadra bianconera. 

L’ex arbitro Graziano Cesari ha analizzato il gesto nel post partita, spiegando perché, a suo avviso, il penalty non andava concesso. Le sue dichiarazioni hanno riaperto il dibattito sulla gestione dei rigori in Serie A e sull’uso del VAR.

Perché il rigore tra Atalanta e Juventus non c’era secondo Cesari

Nel post partita, Cesari ha chiarito la sua posizione in maniera tecnica e dettagliata:

 

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Perché ci sia rigore, deve esserci poca distanza ravvicinata, la mano che va contro il pallone e un movimento innaturale del braccio, che non sia giustificato dalla corsa o dal movimento del giocatore. È un movimento in cui Bremer alza automaticamente il braccio per fermarsi, altrimenti succede come a Di Lorenzo, che per saltare con le braccia dietro si è fatto male. Questo è l’anticalcio.

Cesari sottolinea così che il movimento di Bremer era fisiologico, parte della corsa e del posizionamento del corpo, e non costituisce un fallo di mano punibile con il rigore.

L’impatto del rigore assegnato sul risultato della Coppa Italia

La decisione di Fabbri ha inevitabilmente influito sul quarto di finale tra Atalanta e Juventus, creando un momento decisivo della partita. Molti tifosi e commentatori hanno espresso pareri contrastanti online: alcuni difendono la scelta dell’arbitro, mentre altri concordano con Cesari, giudicando il rigore eccessivo.

Cesari e la polemica sui rigori: l’anticalcio in Serie A

Secondo Cesari, episodi come questo rappresentano ciò che lui definisce “anticalcio”: movimenti naturali dei giocatori interpretati come falli. La sua analisi evidenzia un concetto chiave per arbitri e appassionati: non basta che il braccio tocchi il pallone, serve che il gesto sia innaturale e non giustificato dal movimento del corpo.

Rigore Atalanta Juventus: il dibattito sul VAR

La vicenda riapre anche il dibattito sull’uso del VAR in Serie A. Anche con la tecnologia a supporto, le interpretazioni possono rimanere soggettive, soprattutto in situazioni di contatti ravvicinati in area. Cesari evidenzia l’importanza della valutazione tecnica e della comprensione del movimento naturale dei giocatori.

 

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