08 Feb, 2026 - 11:20

Data del referendum confermata, la rabbia di Travaglio contro Mattarella: "Nonno Tram"

Data del referendum confermata, la rabbia di Travaglio contro Mattarella: "Nonno Tram"

È una furia Marco Travaglio. A rovinargli la domenica, la conferma della data del referendum sulla riforma della Giustizia targata Carlo Nordio.

Le urne si apriranno regolarmente il 22 e il 23 marzo: non più tardi come la pronuncia della Cassazione dell'altro giorno aveva fatto ipotizzare anche al ministro della Giustizia.

Quindi, con chi se l'è presa il direttore del Fatto Quotidiano? Con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Del resto, quest'ultimo ha giocato un ruolo determinante per levare dall'impiccio il governo Meloni su quello che stava diventando il fronte più caldo del referendum e chi fa campagna per il no alla riforma, come Travaglio, credeva di aver raggiunto l'obiettivo di rinviare il giorno del giudizio almeno al 12-13 aprile, in modo tale da avere più tempo per la campagna referendaria e tentare il sorpasso rispetto al fronte del sì che, secondo i sondaggi, rimane tuttora in vantaggio.

Travaglio attacca Mattarella per la conferma della data del referendum sulla Giustizia

Travaglio, quindi, correndo il rischio di incappare nel reato di offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica (ex articolo 278 del Codice Penale), oggi attacca Mattarella violentamente.

Il direttore lo sbeffeggia prendendo spunto dal fatto che nelle stesse ore in cui spalleggiava il governo per sistemare la questione della data del referendum sulla Giustizia (nel nome di una leale collaborazione istituzionale), il Capo dello Stato era a Milano per l'apertura dei Giochi Olimpici invernali e raggiungeva lo stadio San Siro, cornice della cerimonia d'apertura, a bordo di un tram.

Travaglio arriva, quindi, ad etichettarlo così:

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Nonno Tram

Ecco il passaggio dell'editoriale travagliano più sopra le righe:

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Tra una fermata e l'altra, il nonno in tram ha avallato un dl Sicurezza che fa inorridire pure La Russa. E ieri, non sappiamo a bordo di quale mezzo di trasporto, ha sentito al telefono la Meloni per autorizzarla a mettersi sotto i piedi le 550 mila firme del Comitato del no e a infischiarsene della legge che garantisce 50-70 giorni di campagna elettorale sul nuovo quesito appena validato dalla Cassazione, lasciando intatta la data del referendum al 22 e 23 marzo (appena 44 giorni)...

Insomma, l'escamotage studiato dagli azzeccagarbugli del No non ha avuto successo, e a Travaglio proprio non va giù. 

Travaglio e chi si attacca al tram

Ma, alla fine della fiera, chi si attacca al tram? Secondo Travaglio, gli italiani:

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Nonno Tram ha fulminiamente firmato il Dpr giuridicamente ineccepibile che se ne frega della Cassazione, della legge, della Costituzione e di oltre mezzo milione di cittadini, inclusi quelli che prendono il tram

Fare la furbata di ripresentare la richiesta di referendum per la medesima riforma con una domanda diversa da sottoporre al giudizio degli italiani non ha fatto scattare lo slittamento. 

Ma tant'è: per Travaglio, Mattarella ha fatto contento il centrodestra. Così, il direttore del Fatto ha concluso il suo sfogo quotidiano nei confronti del Presidente della Repubblica così:

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Tutti hanno finalmente capito il messaggio subliminale del mezzo di locomozione: Attaccatevi al tram... 

Ma intanto, il primo a doverlo fare, è proprio lui. Rischiando anche di finire indagato per il reato ex articolo 278 del codice penale.

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