È una furia Marco Travaglio. A rovinargli la domenica, la conferma della data del referendum sulla riforma della Giustizia targata Carlo Nordio.
Le urne si apriranno regolarmente il 22 e il 23 marzo: non più tardi come la pronuncia della Cassazione dell'altro giorno aveva fatto ipotizzare anche al ministro della Giustizia.
Quindi, con chi se l'è presa il direttore del Fatto Quotidiano? Con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Del resto, quest'ultimo ha giocato un ruolo determinante per levare dall'impiccio il governo Meloni su quello che stava diventando il fronte più caldo del referendum e chi fa campagna per il no alla riforma, come Travaglio, credeva di aver raggiunto l'obiettivo di rinviare il giorno del giudizio almeno al 12-13 aprile, in modo tale da avere più tempo per la campagna referendaria e tentare il sorpasso rispetto al fronte del sì che, secondo i sondaggi, rimane tuttora in vantaggio.
Travaglio, quindi, correndo il rischio di incappare nel reato di offesa all'onore o al prestigio del Presidente della Repubblica (ex articolo 278 del Codice Penale), oggi attacca Mattarella violentamente.
Il direttore lo sbeffeggia prendendo spunto dal fatto che nelle stesse ore in cui spalleggiava il governo per sistemare la questione della data del referendum sulla Giustizia (nel nome di una leale collaborazione istituzionale), il Capo dello Stato era a Milano per l'apertura dei Giochi Olimpici invernali e raggiungeva lo stadio San Siro, cornice della cerimonia d'apertura, a bordo di un tram.
Travaglio arriva, quindi, ad etichettarlo così:
Ecco il passaggio dell'editoriale travagliano più sopra le righe:
Insomma, l'escamotage studiato dagli azzeccagarbugli del No non ha avuto successo, e a Travaglio proprio non va giù.
Ma, alla fine della fiera, chi si attacca al tram? Secondo Travaglio, gli italiani:
Fare la furbata di ripresentare la richiesta di referendum per la medesima riforma con una domanda diversa da sottoporre al giudizio degli italiani non ha fatto scattare lo slittamento.
Ma tant'è: per Travaglio, Mattarella ha fatto contento il centrodestra. Così, il direttore del Fatto ha concluso il suo sfogo quotidiano nei confronti del Presidente della Repubblica così:
Ma intanto, il primo a doverlo fare, è proprio lui. Rischiando anche di finire indagato per il reato ex articolo 278 del codice penale.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *