11 Feb, 2026 - 20:30

"Cime Tempestose", il nuovo adattamento che divide: perché le recensioni sono così opposte

"Cime Tempestose", il nuovo adattamento che divide: perché le recensioni sono così opposte

Emerald Fennell firma una nuova versione di "Cime tempestose" e ormai lo sanno tutti gli utenti. Hanno fatto il giro del mondo le immagini con Margot Robbie e Jacob Elordi nei panni di Catherine e Heathcliff travolti dalla passione amorosa e, tra un reel su Instagram e la colonna sonora di Charli xcx, il film si è subito trasformato in un evento che, a prima visione dalla critica, sembra già essere tra i più divisivi dell’anno.

La pellicola, in uscita a ridosso di San Valentino nel Regno Unito, ha scatenato giudizi critici che oscillano dal severo due stelle all’entusiastico cinque stelle, mettendo in luce quanto un classico possa ancora provocare fratture nel pubblico e nella critica.

"Cime tempestose", recensioni negative: il melodramma erotico e niente Emily Brontë

Al centro delle recensioni più dure c’è l’accusa di aver trasformato il romanzo di Emily Brontë in un melodramma erotico patinato, più interessato al sex appeal dei protagonisti che alla complessità morale e sociale dell’originale. Il Guardian, per esempio, parla di un film “emotivamente vuoto, un misfire strappa-corse” e assegna solo due stelle all'opera, leggendo nella regia di Fennell una spettacolarizzazione superficiale della passione distruttiva di Cathy e Heathcliff.

In questa chiave, la presenza di elementi ispirati al BDSM e il tono da romance iper-stilizzato avvicinano il film, secondo alcuni critici, ai romanzi rosa di Mills & Boon, con battute su pagine di Brontë sostituite da brani di narrativa sentimentale un po' approssimativa. Il Sun sintetizza: un dramma feroce e godibile, ma che “mette il sesso sopra la sostanza”. Si sacrifica l’oscurità psicologica del testo a favore di un intrattenimento più accessibile.

"Cime tempestose": le recensioni positive per il fascino “lurid, oozy and wild”

Sul fronte opposto, altri recensori vedono in Fennell una capacità di reinvenzione radicale che rende il film irresistibile proprio perché eccessivo, sensuale e consapevolmente sopra le righe. Il Telegraph, addirittura, assegna cinque stelle e definisce il film “splendidamente lurido, vischioso e selvaggio”, dando proprio merito al modo in cui la regista abbraccia la natura febbrile della storia d’amore e vendetta, amplificandola fino al barocco.

Per i sostenitori, Robbie ed Elordi sprigionano una chimica magnetica che restituisce la potenza tossica della relazione tra Cathy e Heathcliff, anche con questa estetica più moderna, carica di erotismo e di immagini volutamente esagerate. Alcune recensioni arrivano a definire questo "Cime tempestose" il lavoro più riuscito di Fennell finora, un “carnevalesco, scatenato piacere carnale da sala” che vive di eccessi, ma trova proprio lì la sua forza.

Il nodo fedeltà vs reinvenzione che spacca la critica

La spaccatura tra le recensioni nasce in larga parte da aspettative opposte su cosa debba essere un adattamento cinematografico di un classico così amato e studiato. Una parte della critica rimprovera al film di seguire la struttura del romanzo in modo troppo superficiale, mentre ne svuota l’anima: la critica dell’epoca vittoriana, le riflessioni su classe e potere, la stessa ambiguità morale dei personaggi sarebbero ridotte a sfondo per un’orgia di immagini sensuali.

Altri, invece, riconoscono che la pellicola piega liberamente, volutamente e dichiaratamente l’originale, ma vedono in questa libertà un modo per far emergere la natura ossessiva e autodistruttiva della storia, in dialogo con la poetica già vista in "Promising Young Woman" e "Saltburn". In definitiva, "Cime tempestose" di Fennell o si ama o si odia: per alcuni è una provocazione superficiale, per altri una reinvenzione audace che va premiata proprio per questo.
E allora è in questa distanza inconciliabile tra chi chiede fedeltà e chi esige rilettura radicale che si spiegano recensioni così clamorosamente opposte.

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