12 Feb, 2026 - 14:09

Crime 101, cosa dobbiamo aspettarci dal film poliziesco con Chris Hemsworth?

Crime 101, cosa dobbiamo aspettarci dal film poliziesco con Chris Hemsworth?

“Crime 101” porta Chris Hemsworth in un territorio in cui non siamo molto abituati a vederlo. Non ci sono il famoso martello di Thor, né gli altri Avengers ad accompagnarlo nell’avventura. O meglio, non esattamente.
Mark Ruffalo (celebre interprete di Hulk) in questo caso veste i panni del detective Lou Lubesnick, un investigatore stropicciato e disilluso che sospetta che una lunga serie di furti di gioielli sulla costa californiana sia opera di un unico criminale.

L’attore australiano dunque qui è un ladro metodico e socialmente impacciato che muove i suoi colpi lungo la 101, l’autostrada che taglia la California. Il thriller poliziesco guarda ai classici di Los Angeles, flirta con il modello “Heat”, ma sceglie un passo lento, quasi da stufato che sobbolle sul fuoco, e costruisce tensione e caratteri al di là delle varie esplosioni che ci si aspetta.

Il film sarà a cinema dal 12 febbraio 2026.

Com'è il film “Crime 101”? Un'heist story dal ritmo lento

“Crime 101” segue Mike Davis, ladro di gioielli che colpisce boutique e negozi di lusso vicino alla 101. Quando si adopera, lascia davvero pochissimi pattern e costringe la polizia a sottovalutare il caso e a farsene una ragione. In scia gli si mette il detective Lou Lubesnick, investigatore stropicciato e disilluso, più vicino al burnout che alla gloria, deciso però a dimostrare che dietro ai “freddi” del dipartimento c'è in realtà una sola mano. A incrociare i loro destini c’è Sharon, broker assicurativa per gli ultraricchi, e una galleria di comprimari – dal boss Money al biker psicopatico Ormon – che offre una trama che inizia a giocare a più livelli.

L'impianto del film è quello tipico da thriller procedurale anni ’70/’80, con i suoi pedinamenti, le attese, i preparativi dei colpi e i dialoghi scritti sempre con una buona dose di sottotesto. Non rinuncia alle sequenze d’azione (c'è un inseguimento in auto che è tra i momenti più adrenalinici), ma si preferisce un crescendo lento.

I personaggi di “Crime 101”: Hemsworth contro se stesso (e con Ruffalo e Berry)

La vera sorpresa sta nel modo in cui Hemsworth lavora contro la propria immagine pubblica: Mike non è il ladro carismatico alla Danny Ocean, ma un tipo chiuso, ansioso, quasi incapace di sostenere una conversazione normale, al punto da affidarsi a escort pur di evitare l’imbarazzo sociale. È un professionista del crimine che compensa il disagio umano con un’ossessiva attenzione al dettaglio.

Dall’altra parte Ruffalo costruisce un detective trasandato, autoironico, logorato da un sistema che premia le statistiche più del lavoro sul campo. Berry, nei panni di un’agente assicurativa che ha sacrificato tutto alla carriera, incarna invece il punto di rottura con il capitalismo “di lusso”.

Il successo di “Crime 101” per la critica: tensione e temi sociali

Uno dei motivi per cui la critica sta accogliendo così bene “Crime 101” è proprio il fatto che ci sia l'intrattenimento insieme a qualcosa di più profondo. Il film gioca con la tradizione del crime losangelino, cita idealmente “Collateral”, “Thief” e soprattutto “Heat”, ma sfrutta questi riferimenti per inserire una critica alla retorica del successo e alla voracità del denaro. L’idea che la ricchezza sia l’unica misura della riuscita personale viene costantemente messa in discussione dai personaggi, tutti costretti a confrontarsi con il costo delle proprie scelte.

Visivamente, “Crime 101” adotta un’estetica neo-noir: una Los Angeles lucida e tagliente, elegante e allo stesso tempo ruvida, quasi insonne, che diventa riflesso del tormento dei protagonisti. È anche per questo insieme di atmosfera, scrittura dei personaggi e gestione del ritmo “slow burn” che il film è stato accolto con tanto calore dalla critica.

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