Non è uno spoiler, ma qualcosa che salta all'occhio e di cui si possono già rivelare le curiosità. A un certo punto del film “Cime tempestose” di Emerald Fennell vediamo Margot Robbie mangiare una fragola gigante e ci chiediamo: com'è possibile? Un dettaglio surreale, quello. Specie se consideriamo l'ambientazione e l'epoca. E quindi viene automatico chiedersi: perché?
Risposta: perché Emerald Fennell ha voluto che anche il cibo, nel suo adattamento, sembrasse uscito da un sogno un po’ disturbante: seducente, sfacciato, quasi grottesco.
A first look at the COSTUMES of 'Wuthering Heights' with Margot Robbie — a thread.????????
— La Mode Unknown (@LaModeUnknown) January 10, 2026
PS: despite all the negativity related to the 'accuracy' of the era's fashion, I LOVED THESE GOWNS! pic.twitter.com/rK3QJjRMCv
L’uso di fragole gigantesche si inserisce in un impianto visivo che la BBC ha definito “sensuale, drammatico e romanticamente incantato”, lontano dal naturalismo cupo delle versioni classiche.
Hardy racconta che l’indicazione generale era di rendere il cibo “un po’ surreale”, come se la tavola di Thrushcross Grange fosse un quadro, quindi non una semplice cena di campagna. Non è un caso che si parli anche di “prawns in gelatina” e “fragole glassate fuori scala” inquadrate con una precisione quasi maniacale: il banchetto diventa così un’estensione della psiche febbrile dei personaggi.
In questo contesto, vedere Catherine/Margot che morde una fragola sproporzionata significa proprio guardare un desiderio amplificato, dolcissimo e insieme vagamente ripugnante.
Sul set del nuovo “Cime tempestose”, Margot Robbie viene immortalata con in mano fragole di circa 15 centimetri, ricoperte di glassa lucida, più simili a oggetti di scena che a frutti veri.
Ma c'è un grande lavoro dietro tutto questo. A creare questo frutto proibito è stata Sarah Hardy, food artist inglese che si definisce “horror chocolatier” e che lavora spesso per il cinema. Chiamata all’ultimo minuto perché il precedente ordine di fragole non convinceva Fennell, si è sentita chiedere: puoi preparare subito delle fragole alte sei pollici, che Margot possa addentare in scena?
Il risultato è un ibrido volutamente artificiale: esteticamente perfetto (come molto di quello che si vede nel film), ma composto quasi solo di zucchero, tanto che la stessa Hardy ammette che non sono affatto buone da mangiare.
Mangiare in scena è sempre stato un segno politico nei film, soprattutto quando lo fa un’eroina romantica tradizionalmente letta come “isterica” o “sopra le righe”. Qui la fragola gigante funziona come metafora dell’eccesso che attraversa “Cime tempestose”: l’amore di Cathy e Heathcliff è troppo intenso, troppo fisico, troppo distruttivo per stare nelle convenzioni vittoriane.
Fennell, che aveva già giocato con il cibo disturbante in “Saltburn”, usa ancora una volta il piatto per parlare di classe, consumo e appetiti socialmente inaccettabili. La fragola enorme, lucidata come un gioiello, ricorda allo spettatore che ciò che desideriamo – quindi il lusso, il corpo perfetto, la passione assoluta – è spesso un costrutto, un artefizio zuccherato e potenzialmente indigesto.
Dietro questo simbolismo c’è pure il piacere molto concreto del gesto. Hardy confessa di provare una strana soddisfazione nel vedere le sue creazioni usate, spaccate, divorate sulla scena. Per realizzare le venti fragole necessarie ha passato un intero weekend a inserire uno a uno i semini di sesamo nella “pelle” di cioccolato.
Ha fatto la maratona di tre stagioni di “Stranger Things”, ha raccontato a BBC Essex, per reggere le ore di lavoro. Quando Margot Robbie addenta quella fragola immensa, quindi, sta in realtà anche chiudendo il cerchio di un oggetto nato per essere distrutto, come lo stesso amore malato che definisce “Cime tempestose”.
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