Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, ha commentato l’eliminazione dalla Champions League con parole che sembrano più una scusa da dilettante che una reale analisi:
Ma come è possibile che una squadra che a marzo ha praticamente ammazzato la Serie A finisca per “esaurirsi” contro il Bodo/Glimt? Con due squadre, una rosa ampia e rivali italiani che arrancano, l’Inter dovrebbe avere energia da vendere. E invece no.
Non è un mistero: la rosa dell’Inter permette di schierare due squadre competitive. In campionato, i nerazzurri hanno praticamente passeggiato, vincendo senza troppi sforzi contro squadre deboli e spesso deludenti. Eppure, nella competizione europea, improvvisamente le batterie si esauriscono. La scusa delle “energie mancanti” suona più come manuale del perfetto alibi da allenatore che come un vero problema fisico.
Una squadra con due formazioni competitive dovrebbe gestire facilmente partite ravvicinate. In Serie A, l’Inter ha dimostrato di poter schierare alternative senza cali di rendimento. In Champions League, invece, Chivu parla di “giocare ogni tre giorni” e di difficoltà nel trovare energie.
Ironico, se si pensa che in Italia il campionato è stato praticamente un passeggiata in panchina lunga, con avversari prevedibili e senza reale concorrenza.
Chivu riconosce i meriti del Bodo/Glimt, ma le parole sulle energie sono troppo comode. La realtà è semplice: non si tratta di fatica fisica, ma di lucidità, determinazione e capacità di affrontare un avversario organizzato.
La Champions non perdona: una squadra può avere due squadre, una rosa profonda e campionato già vinto, ma se manca concentrazione e brillantezza mentale, anche il più forte si inceppa.
In sintesi, l’Inter ha tutte le risorse per non sentirsi “priva di energie”: due squadre, panchina lunga, avversari italiani deludenti. Se le energie mancano, allora forse il problema non è fisico ma mentale.
E in Champions, le scuse non vincono partite. L’ironia è servita: campioni d’Italia ma energeticamente esausti contro la prima difficoltà europea seria.
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