Victor Osimhen e la Juventus si guardano da tempo. L’interesse è reale ma il ritorno dell’attaccante nigeriano in Italia è legato a un ostacolo pesantissimo. Al momento della cessione al Galatasaray nell’estate 2025, Aurelio De Laurentiis ha inserito una penale che blocca il trasferimento verso qualsiasi club di Serie A per due anni. Vincolo che rende l’operazione estremamente difficile.
L’illusione Juventus resta viva, alimentata dai segnali lanciati da Osimhen proprio a Torino. Alla vigilia della sfida ha ammesso che vestire la maglia bianconera “sarebbe un privilegio”. In campo ha mostrato rispetto e non ha esultato dopo il gol. Spiegando poi di sentirsi in debito con Spalletti, tecnico che ha valorizzato il suo talento.
Dopo la gara, la foto con Del Piero e il messaggio di stima hanno acceso l’entusiasmo dei tifosi. Indizi chiari di gradimento, che purtroppo non cancellano i vincoli contrattuali: l'interesse resta, ma l’operazione oggi è tutt’altro che semplice.
La clausola inserita dal Napoli prevede che, in caso di cessione a un club italiano entro settembre 2027, il Galatasaray debba versare una penale. Si tratta di 70 milioni nel primo anno, che scendono a 50 nel secondo. Un eventuale trasferimento costringerebbe quindi il club turco a un esborso aggiuntivo oltre all’investimento già sostenuto per acquistare il giocatore.
Inoltre il Napoli ha mantenuto anche una percentuale del 10% sulla futura rivendita. A tutto questo si aggiunge l’ingaggio di Osimhen, tra i più alti in Europa, con una base fissa molto importante e bonus che fanno crescere ulteriormente il costo complessivo dell’operazione.
Nel match giocato all’Allianz Stadium, Osimhen ha confermato il suo valore. Ha attaccato gli spazi, ma la difesa bianconera è riuscita a tenerlo a bada durante i primi 90 minuti. Alla fine del primo tempo supplementare, il nigeriano colpisce e sigla il gol decisivo del 3-1.
Proprio prestazioni come questa spiegano perché la Juventus lo consideri un obiettivo. Ma tra il desiderio e la fattibilità resta una distanza economica che, al momento, appare difficile da colmare.
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