Se vi siete mai chiesti come finisce "Quo Vado?", siete nel posto giusto. Il film campione d’incassi con Checco Zalone, uscito nel 2016 e diretto da Gennaro Nunziante, ha raccontato con ironia pungente l’ossessione tutta italiana per il posto fisso.
Tra gag surreali, viaggi improbabili e una satira che ha colpito nel segno, la storia di Checco è diventata iconica. Ma tra Norvegia, savane africane e uffici pubblici, molti spettatori si sono chiesti davvero come si conclude il film.
Ripercorriamo quindi la trama, il finale e le location che hanno reso "Quo Vado?" una delle commedie più amate del cinema italiano recente.
La storia parte in modo sorprendente: Checco Zalone si trova nella savana africana, catturato da una tribù locale. Davanti al capo tribù prova a spiegare perché è arrivato fin lì e inizia a raccontare tutta la sua incredibile vicenda.
Il protagonista è un trentottenne pugliese che ha realizzato il sogno di molti italiani: il posto fisso. Lavora infatti come funzionario nell’ufficio provinciale caccia e pesca di Conversano, dove passa le giornate timbrando licenze e ricevendo in cambio regali gastronomici da cacciatori e pescatori riconoscenti.
Vive ancora con i genitori, non paga affitto né bollette e mantiene una relazione con Penelope senza mai fare il passo del matrimonio.
La sua vita perfettamente immobile però cambia improvvisamente quando il governo introduce una riforma della pubblica amministrazione. Molti dipendenti pubblici rischiano il licenziamento o il trasferimento, e Checco rientra proprio tra quelli più esposti.
Convocato a Roma dalla severa dirigente Sironi, Checco riceve un ultimatum: dimettersi oppure accettare trasferimenti in tutta Italia. Per lui però il posto fisso è sacro. Così decide di resistere a qualsiasi cosa pur di mantenerlo.
Inizia così un viaggio assurdo tra incarichi sempre più improbabili. La dottoressa Sironi spera che prima o poi molli, ma Checco continua a resistere con ostinazione quasi eroica, incoraggiato anche dal suo mentore politico, il senatore Nicola Binetto.
Per convincerlo a dimettersi, la Sironi lo spedisce in luoghi sempre più difficili. Ma ogni volta Checco sorprende tutti adattandosi alla nuova situazione con una naturalezza disarmante.
L’ultimo trasferimento è quello più estremo: l’arcipelago delle Svalbard, in Norvegia, in una base scientifica italiana. Il suo compito è surreale quanto pericoloso: proteggere i ricercatori dagli attacchi degli orsi polari.
All’inizio il gelo e l’isolamento sembrano piegarlo. Dopo un solo giorno di lavoro Checco pensa seriamente di abbandonare il posto fisso. Tutto cambia però quando incontra Valeria, una ricercatrice italiana che lavora nella base.
Tra i due nasce una storia d’amore che stravolge la vita del protagonista. Checco si trasferisce con lei a Bergen e prova ad adattarsi alla mentalità nordica, vivendo insieme ai tre figli della donna, ognuno nato da un padre di nazionalità diversa.
Nel frattempo in Italia la sua vicenda diventa un caso mediatico. Lo Stato spende cifre enormi per mantenere il suo impiego in Norvegia tra stipendio, indennità e trasferte. Il ministro quindi mette pressione alla Sironi: deve convincerlo a dimettersi una volta per tutte.
Quando Checco torna in Italia con Valeria e i bambini, viene assegnato in Calabria come guardia forestale. Anche qui riesce a cavarsela, ma il sogno di una nuova vita si incrina. La clinica veterinaria che lui e Valeria hanno aperto fallisce e la donna decide di ripartire con i figli.
Ancora una volta Checco sceglie il posto fisso invece dell’amore.
Il finale del film torna alla scena iniziale nella savana africana. Dopo aver ascoltato tutta la storia, il capo tribù decide di lasciar andare Checco, permettendogli di raggiungere Valeria.
La donna infatti si trova proprio lì, impegnata in un progetto umanitario e veterinario. Quando Checco arriva scopre una notizia sorprendente: Valeria ha appena partorito una bambina e lui è il padre.
Davanti alla figlia appena nata, chiamata Ines, succede qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato. Per la prima volta Checco mette in discussione il suo amatissimo posto fisso.
L’ospedale da campo africano è poverissimo e mancano medicine e vaccini. Così il protagonista decide finalmente di dimettersi dal suo impiego pubblico. Naturalmente lo fa a modo suo: accetta di firmare solo se riceve un indennizzo di 50.000 euro.
La dottoressa Sironi, ormai esasperata, accetta e aggiunge di tasca propria la cifra mancante rispetto alla precedente offerta. Checco usa quei soldi proprio per acquistare medicine e vaccini per l’ospedale.
Il gesto sorprende tutti, compresa la stessa Sironi, che riceve un video di ringraziamento dal personale medico africano. Nel finale Checco resta in Africa accanto a Valeria, lavorando come veterinario per gli animali della savana e collaborando ai progetti umanitari.
Per l’eterno fan del posto fisso è una piccola rivoluzione: per la prima volta ha scelto l’amore e la famiglia.
Uno dei motivi del successo del film è anche la varietà delle location. La produzione ha avuto un budget superiore ai 10 milioni di euro, piuttosto alto per una commedia italiana.
Le riprese si sono svolte nell’estate del 2015 in diverse zone d’Italia. La Puglia ha ospitato le scene ambientate a Conversano, città natale del protagonista e simbolo della sua vita tranquilla da impiegato pubblico.
Altre sequenze sono state girate in Sardegna, a Genoni, ma anche in Calabria, a Lampedusa, nella Val di Susa e nel Parco Nazionale del Circeo.
Le scene ambientate in Norvegia sono state realizzate tra Bergen e Ny-Ålesund, nelle isole Svalbard, presso la base artica del Consiglio Nazionale delle Ricerche chiamata Dirigibile Italia.
Un mix di ambientazioni che ha trasformato la storia di Checco in una vera avventura internazionale, senza mai perdere l’ironia tipica delle sue commedie. Ed è proprio questo contrasto tra provincialismo italiano e mondo globale che ha reso "Quo Vado?" un fenomeno culturale oltre che cinematografico.
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