Su Iris andrà in onda "Deepwater – Inferno sull’oceano", il disaster movie del 2016 diretto da Peter Berg, che ricostruisce l’esplosione della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico, uno dei peggiori disastri ambientali della storia più recente.
Il film fonde un po' l'azione, un po' il thriller e ovviamente il dramma. Ha la caratteristica di presentarci un forte taglio realistico e quasi documentaristico, ispirandosi a un lungo reportage del New York Times sulle ore finali della piattaforma.
Protagonista è Mark Wahlberg nei panni del tecnico Mike Williams, affiancato da un cast corale che include Kurt Russell (il supervisore Jimmy Harrell), John Malkovich (il dirigente BP Donald Vidrine), Gina Rodriguez, Dylan O’Brien e Kate Hudson.
Il film andrà in tv il 9 marzo in prima serata sul canale 22 del digitale terrestre.
Ecco il trailer:
Sul finale del film, la Deepwater Horizon è ormai un inferno: una catena di guasti e decisioni sbagliate fa esplodere il pozzo, uccidendo undici operai e trasformando la piattaforma in una torcia nel buio del Golfo del Messico.
Mentre il petrolio invade l’oceano e le fiamme divampano, il responsabile operativo Jimmy Harrell, gravemente ferito, capisce che l’impianto non può essere salvato e ordina la completa evacuazione. Uno dei momenti più emotivi è il sacrificio di Dale Burkeen, che muore tentando di impedire a una gru in fiamme di crollare sugli ultimi sopravvissuti, incarnando il tema dell’eroismo operaio spesso ignorato dai grandi numeri del disastro.
Con le scialuppe ormai piene, Mike Williams e la collega Andrea Fleytas restano intrappolati sulla piattaforma, costretti a un ultimo salto disperato in mare mentre il petrolio che risale dal pozzo causa l’esplosione finale che distrugge il rig. I due vengono recuperati dai soccorritori e portati sulla nave Damon Bankston, dove i sopravvissuti si radunano, pregano e piangono i compagni morti, in una sequenza che ricalca testimonianze e immagini reali.
Il film si chiude con clip documentarie: la vera deposizione di Mike Williams, le foto degli undici lavoratori deceduti e la rivelazione che solo Donald Vidrine e Robert Kaluza vennero incriminati per omicidio colposo, mentre nessun altro dirigente BP o Transocean fu portato a processo.
Nonostante la storia sia ambientata nel Golfo del Messico, gran parte delle riprese di Deepwater – Inferno sull’oceano è stata realizzata in Louisiana, sfruttando gli incentivi fiscali locali e la vicinanza geografica ai luoghi reali del disastro.
La produzione ha allestito un’enorme ricostruzione all’85% della piattaforma in scala reale nel parcheggio dell’ex parco Six Flags New Orleans: un set alto circa 21 metri, con elisuperficie funzionante, ascensori e due milioni di galloni d’acqua alla base per simulare il mare.
Altri segmenti dell’impianto, come il piano di perforazione, sono stati costruiti ai Ranch Studios di Chalmette, sempre in Louisiana, mentre le scene a terra (come il trasferimento in elicottero e alcune inquadrature stradali) sono state girate tra Port Fourchon, il Bristow Galliano Heliport e l’area di Golden Meadow.
La produzione avrebbe speso circa 120 milioni di dollari solo in Louisiana, ottenendo in cambio incentivi per quasi 40 milioni, un dato spesso citato come esempio di quanto le politiche fiscali statali influenzino i grandi blockbuster.
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