10 Mar, 2026 - 11:31

“Le libere donne” è una storia vera e dov’è ambientata? Le location della fiction Rai

“Le libere donne” è una storia vera e dov’è ambientata? Le location della fiction Rai

Per chi si stesse chiedendo se la mini serie tv “Le libere donne” è una storia vera, la risposta è sì. La nuova fiction di Rai 1, in onda dal 10 marzo 2026, è ispirata al romanzo di Mario Tobino e offre uno scorcio sulla vita del manicomio in cui ha lavorato per davvero lo scrittore come psichiatra.

Protagonista della serie e del romanzo autobiografico è proprio il  manicomio femminile di Maggiano, in Toscana, raccontato in modo crudo e affascinante.

La narrazione affronta temi importanti come la salute mentale, i diritti delle donne e la lotta contro la società patriarcale in Italia negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Scopriamo insieme tutti i dettagli su questa storia e le location autentiche.

 

“Le libere donne” è una storia vera?

Sì, “Le libere donne” è liberamente ispirata a eventi reali. La nuova serie tv che andrà in onda su Rai 1 è basata sul romanzo autobiografico di Mario Tobino, pubblicato nel 1953. Si tratta di un libro in cui lo scrittore ha raccontato la sua esperienza quando lavorava come psichiatra nel manicomio femminile di Maggiano, vicino Lucca.

Tobino, qui interpretato magistralmente da Lino Guanciale, è stato un medico progressista, uno psichiatra che sfidò le pratiche coercitive e le convinzioni della sua epoca.

Non approvava la gran parte dei metodi usati convenzionalmente all’interno dei manicomi come le camicie di forza, le docce gelate e l’elettroshock. 

La serie, inoltre, mostra come molte delle pazienti non fossero "folli", ma semplicemente donne "scomode" per mariti oppressivi e famiglie patriarcali, relegate fra le quattro mura di un manicomio per la loro intelligenza o l’indole ribelle.

Mario Tobino documentò le storie di queste donne nel suo diario, pubblicato come romanzo nel 1953: la fiction è omaggio alla sua battaglia in favore della dignità umana, offrendo un ritratto fedele della malattia mentale vista come stigma sociale all’epoca, prima della riforma Basaglia.

Il libro di Mario Tobino che ha ispirato la fiction

La serie tv “Le libere donne” è ispirata al romanzo autobiografico “Le libere donne di Magliano” di Mario Tobino (1910-1991), edito da Mondadori nel 1953. 

Questo libro è considerato un classico della letteratura italiana: un memoir dell’esperienza al manicomio femminile di Maggiano, dove lo scrittore ha lavorato per anni come psichiatra. Il romanzo è una denuncia contro le modalità di gestione dei manicomi nel Ventennio fascista e durante la guerra.

Il libro narra l'arrivo di una donna come Margherita, internata dal marito per aver commesso un gesto "scandaloso". Tobino indaga sui retroscena della vita di questa paziente, scoprendo abusi, violenze e problemi familiari. 

Nel frattempo nella mente del medico riaffiorano i ricordi del suo amore di gioventù: una partigiana ebrea. Pubblicato in un'Italia post-bellica, il libro ha venduto migliaia di copie e ha influenzato il dibattito sulla chiusura dei manicomi negli anni Settanta. 

Le vere location dove è stata girata “Le libere donne”

Ma dove è stata girata e dove è ambientata “Le libere donne”? Le riprese della fiction si sono svolte principalmente in Toscana, ricreando l’atmosfera cupa e tetra della Seconda Guerra Mondiale.

La struttura simbolo dell’intero racconto è l'ex ospedale psichiatrico di Maggiano (frazione di Lucca), oggi Museo della Psichiatria.

Questo luogo è stato scelto per ricreare gli interni opprimenti del manicomio femminile, con i suoi corridoi bui, le piccole celle e i giardini selvaggi che richiamano la libertà negata.

Le riprese esterne sono avvenute prevalentemente a Lucca: tra le location spiccano il Duomo di San Martino, la Piazza Anfiteatro (per ricreare le strade d’epoca), le ville nobiliari in Valdinievole e i paesaggi collinari tra Viareggio e Pisa (per le sequenze partigiane).

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