In tempi di guerra un’iniziativa di dialogo e rispetto fa rumore. Accade a Prato, dove sono presenti tradizioni, culture e fedi diverse. La diocesi di Prato ha ‘prestato’ l’utilizzo del piazzale interno del complesso di San Domenico per celebrare la fine del Ramadan. Il momento di preghiera, promosso dal Centro islamico bengalese di Prato, ha visto la partecipazione di circa 500 persone. Ne parla La Nazione.
Lo spazio messo a disposizione si trova in una zona dell’antico complesso non dedicata al culto, solitamente utilizzata come parcheggio e dotata di un ingresso diverso da quello usato per entrare in chiesa o nel chiostro, che sono rimasti aperti e a disposizione dei fedeli. “Per noi si tratta di un atto di amicizia, nel segno della enciclica Fratelli tutti di papa Francesco”, spiega il vescovo Giovanni Nerbini.
Quello celebrato nel giardino interno di San Domenico è l’Eid al-Fitr, il rito che segna la fine del Ramadan. È la festa che interrompe il digiuno dei musulmani dopo un mese di astinenza vissuta dall’alba al tramonto. Questo momento è iniziato alle ore 8 con l’accoglienza ed è proseguito con la preghiera guidata da due imam.
Per la diocesi era presente Gabriele Bresci, segretario della curia e responsabile del complesso di San Domenico. Prendendo la parola, Bresci ha dato il benvenuto ai presenti rinnovando il patto di amicizia con le comunità islamiche e chiesto di pregare per la pace in un momento così difficile per il mondo.
"Desideriamo esprimere la nostra profonda gratitudine alla diocesi, al vescovo, al Comune di Prato, alla questura e a tutte le persone che ci hanno sostenuto e che hanno generosamente reso possibile questo spazio per la preghiera. La vostra disponibilità e collaborazione rappresentano un bellissimo esempio di rispetto reciproco e dialogo, valori che rendono la nostra città più forte e inclusiva", commenta Mohammad Ajman Hossain, coordinatore dell’iniziativa.
Sarà poco ma poco è meglio di niente. E in tempi di guerra è addirittura molto.
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