26 Mar, 2026 - 11:08

Fondazione Uniti per Paolo alla Camera, i progetti contro la violenza giovanile: "Dal dolore un vero cambiamento"

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Fondazione Uniti per Paolo alla Camera, i progetti contro la violenza giovanile: "Dal dolore un vero cambiamento"

"La possibilità di restare in vita di Paolo era forse dell'1%. Ma lui, fin dal primo momento, non ha mai smesso di lottare. Nel momento in cui ci siamo resi conto che non aveva mollato, abbiamo provato a costruirgli un futuro. La Fondazione nasce per provare a dare un senso a ciò che senso non ha, perché puoi scegliere di vivere nella rabbia, nell'odio, nella violenza, per fare quello che hanno fatto a te se non peggio, ma non è così che si può andare avanti". 

Rosella Lamarra, presidente della Fondazione Uniti per Paolo, ha spiegato con parole cariche di emozione la storia di suo fratello Paolo Sarullo, rimasto tetraplegico dopo essere stato aggredito per un monopattino, e dei tanti progetti che oggi la Fondazione sta promuovendo con impegno e dedizione. 

L'ha fatto dalla Sala Tatarella della Camera dei Deputati mercoledì 25 marzo 2026, portando all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica la necessità urgente di intervenire nella sensibilizzazione e nel contrasto della violenza giovanile. 

Fondazione Uniti per Paolo, la presentazione dei progetti alla Camera dei Deputati

All'incontro, moderato dall’onorevole Beatriz Colombo (FdI) e aperto a tutte le forze politiche, erano presenti anche la madre di Paolo nonché vicepresidente della Fondazione, Miranda Selmani, e una serie di ospiti speciali: il cugino di Aba, il ragazzo accoltellato e ucciso a scuola a La Spezia; e la madre di Rachele Franchelli, che con l'Associazione a lei dedicata ha presentato il progetto di introdurre nella lingua italiana la parola “atèfano” per indicare i genitori che hanno perso un figlio o una figlia.

I relatori presenti — l'avvocato Paolo Gianatti, la psicologa forense Monica Caccia, il consulente giuridico Enrico Montefiori, il dirigente scolastico Mosé Laurenzano — hanno illustrato i progetti nei diversi campi di applicazione: psicologico, legislativo e scolastico.

La Fondazione Uniti per Paolo, infatti, ha diversi, grandi obiettivi a livello nazionale. Innanzitutto una casa di accoglienza vicina alle strutture sanitarie di alta intensità, come la struttura Don Gnocchi di La Spezia in cui è ricoverato Paolo da due anni, perché la vicinanza dei familiari è fondamentale per sperare in una ripresa: però le spese che si ritrovano a dover affrontare sono altissime. 

Un altro progetto riguarda percorsi di giustizia riparativa, attraverso disegni di legge che possano davvero apportare un cambiamento nei giovanissimi autori di reati e non lasciare che le vittime restino abbandonate a loro stesse.

È poi necessaria una maggiore attenzione al disagio giovanile che veda protagonista la scuola, con un numero maggiore di sportelli psicologici, nuove figure educative e una serie di ulteriori interventi. 

Il 19 maggio come Giornata nazionale contro la violenza giovanile

Infine, l'istituzione del 19 maggio come Giornata nazionale di sensibilizzazione e prevenzione della violenza giovanile. Una data simbolica, legata proprio alla storia di Paolo, che il 19 maggio 2024 venne aggredito con un pugno e mandato in coma.

La Fondazione ha chiesto supporto e aiuto per la realizzazione di questi importanti progetti a livello istituzionale, da tutte le forze politiche.

"C'è davvero bisogno di intervenire. Per noi è difficile dare un senso a quello che è successo a Paolo, ma la sua storia potrà permetterci di fare qualcosa di positivo per i nostri figli" ha sottolineato con forza Rossella Lamarra. 

Paolo è intervenuto in videochiamata per un saluto: sorridente e combattivo come sempre. Ha ribadito il suo motto, già espresso dal palco dell'Ariston in occasione del Festival di Sanremo 2026: "Non si molla un ca**o!"

L'incontro con Papa Leone XIV

Paolo avrebbe potuto consumarsi nella rabbia e nella vendetta: invece ha scelto la strada del perdono. "Ha perdonato per andare avanti, perché altrimenti sarebbe rimasto ancorato a un odio che non gli permetteva il miglioramento. Questo perdono ci ha portato oggi a essere ricevuti dal Santo Padre" ha spiegato Rosella Lamarra.

Prima dell'incontro alla Camera dei Deputati, Papa Leone XIV ha infatti ricevuto una delegazione della Fondazione e salutato Paolo collegato in videochiamata, esprimendogli la sua vicinanza e invitandolo in Vaticano.

Presidente e vice-presidente hanno tenuto a evidenziare come Paolo sia il simbolo di una battaglia di rinascita e di perdono che riguarda l’intera collettività. Non si può più aspettare: a dimostrarlo sono anche i recenti fatti di cronaca, come la professoressa accoltellata da un 13enne davanti a scuola.

“La nostra storia dimostra che il sociale non ha colore politico: è un impegno comune, che deve vedere tutti uniti per costruire risposte efficaci e durature" è l'appello della Fondazione Uniti per Paolo. 

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