28 Mar, 2026 - 19:25

No Kings a Roma, in migliaia al corteo contro le guerre: nessuno scontro ma polemiche per ghigliottina con Meloni, La Russa e Nordio a testa in giù

No Kings a Roma, in migliaia al corteo contro le guerre: nessuno scontro ma polemiche per ghigliottina con Meloni, La Russa e Nordio a testa in giù

Il corteo del movimento No Kings, che oggi – sabato 28 marzo – ha attraversato le strade del centro di Roma, ha portato in piazza migliaia di persone: 300 mila secondo gli organizzatori. 

La manifestazione si è svolta senza incidenti di rilievo, né scontri con le forze dell’ordine, presenti in modo massiccio lungo tutto il percorso, anche nei pressi del Viminale, mentre un elicottero monitorava la situazione dall’alto.

Sono stati così smentiti i timori della vigilia. La mobilitazione, inserita nella giornata globale “Together – Contro i re e le loro guerre”, è partita da piazza della Repubblica e si è svolta in contemporanea anche in altre città del mondo, come Londra e New York.

Presenti diversi esponenti politici e sindacali, tra cui Maurizio Landini, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni e Ilaria Salis.

Ad aprire il corteo, lo striscione “Per un mondo libero dalle guerre” accompagnato da una grande bandiera della pace. Lungo il percorso non sono mancati cori e slogan contro il governo.

Il percorso del corteo: da piazza della Repubblica a Piazzale del Verano

Il corteo è partito da piazza della Repubblica intorno alle 14, diretto verso piazza San Giovanni, individuata inizialmente come punto d'arrivo, poi spostato in Piazzale del Verano.

Durante il passaggio in alcune vie del centro, come via Cavour, alcuni commercianti hanno abbassato le serrande, mentre dal camion che guidava il corteo venivano lanciati messaggi al megafono:

“Un saluto dai sovversivi che hanno riempito le piazze a ottobre”.

Una volta raggiunta piazza di Porta San Giovanni, tuttavia gli organizzatori del corteo No Kings – vista la partecipazione superiore alle previsioni – hanno chiesto e ottenuto di poter proseguire fino a piazzale del Verano.

Il percorso è stato quindi prolungato lungo via Carlo Felice, Porta Maggiore, via dello Scalo San Lorenzo e la Tangenziale Est, fino all’intersezione con via Tiburtina, creando inevitabilmente qualche disagio per la chiusura della tangenziale.

All'altezza di via Tiburtina il corteo, monitorato dalle forze dell'ordine, ha poi proseguito in direzione San Lorenzo raggiungendo quindi il Verano.

Lo striscione di testa della manifestazione con su scritto "per un mondo libero dalle Guerre" è' stato affisso dai manifestanti sul muro dell'istituto di medico legale dell'università Sapienza.

L’arrivo a piazzale del Verano è avvenuto poco prima delle 19,00.

Bonelli, Fratoianni e Landini: manifestazione per dire no ai 're' della guerra

Per Angelo Bonelli, la manifestazione rappresenta un segnale forte: 

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“È una straordinaria manifestazione che dice no alla guerra, no ai monarchi della guerra, a Trump e a Netanyahu, che stanno trasformando il mondo in un’economia di guerra. Di fronte a questo, c’è chi non riesce a dire no, come Giorgia Meloni, che afferma di non condividere e di non condannare. Intanto condanna però l’Italia a un riarmo inaccettabile, pari al 5% del PIL, mentre la sanità pubblica è in ginocchio e la povertà aumenta''.

Sulla stessa linea il collega di partito Nicola Fratoianni: 

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''Oggi è una grandissima manifestazione in piazza per dire no chi concentra il potere nelle sue mani per scatenare guerre, per aumentare la diseguaglianza, per aggravare la crisi climatica. In piazza per dire si alla democrazia, alla giustizia sociale, alla pace e per indicare un'alternativa possibile e necessaria''.

Infine, il leader della Cgil, Maurizio Landini, che ha sottolineato il ruolo dei giovani e il carattere pacifico della protesta: 

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“I giovani oggi stanno dicendo no alla precarietà, no alla guerra e stanno ponendo il tema di una difesa della democrazia. ''Questa è una manifestazione pacifica. Noi siamo contro qualsiasi forma di violenza. L'abbiamo sempre combattuta - conclude Landini- Oggi qualsiasi cittadino può partecipare ed esserci. Noi siamo qui in modo pacifico e non violento. Questa giornata vogliamo che abbia queste caratteristiche.

Al corteo ha partecipato anche l'europarlamentare di AVS, Ilaria Salis.

Striscioni e simboli contro il governo: la condanna del centrodestra

Tuttavia, durante il corteo sono comparsi numerosi striscioni e messaggi critici nei confronti dell’esecutivo. Spuntati anche alcuni striscioni del movimento anarchico in sostegno di Alfredo Cospito.

Diversi gli slogan e i messaggi diretti contro il governo. All’altezza di piazza dell’Esquilino sono comparse anche alcune foto a testa in giù della premier Giorgia Meloni, del ministro della Giustizia Carlo Nordio e del presidente del Senato Ignazio La Russa, affiancate da una ghigliottina in legno.

Le immagini e i contenuti esposti durante il corteo hanno suscitato dure reazioni politiche, soprattutto da parte della maggioranza di governo, che ha condannato i toni e i simboli utilizzati durante la manifestazione.

A condannare quanto accaduto è stato il deputato di Fratelli d’Italia Massimo Ruspandini, che ha dichiarato:

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“La violenza, quella fisica così come quella verbale, va sempre condannata e dovrebbe lasciare spazio al confronto civile”.

Critiche sono arrivate anche dalla Lega, con Simonetta Matone che ha sottolineato la presenza di un clima di odio:

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“Una ghigliottina di cartone per tagliare la testa alla Meloni, La Russa e Nordio viene portata in piazza dai manifestanti che attraversano in corteo Roma, con alla testa Landini e altri leader della sinistra. Come accadde per lo striscione di sostegno alla strage del 7 ottobre, anche questa volta non sentiamo una parola di sdegno e condanna.

Solidarietà anche dal portavoce di Forza Italia, Raffaele Nevi.

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Solidarietà al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Presidente del Senato Ignazio La Russa e al Ministro Carlo Nordio, raffigurati durante il corteo “No Kings” a Roma in immagini gravemente offensive, a testa in giù accanto a una ghigliottina. Ancora una volta, in quelle che dovrebbero essere piazze dedicate alla pace, trovano spazio rappresentazioni violente e inaccettabili che suscitano forte preoccupazione.

 

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