30 Mar, 2026 - 10:41

Che cosa vuol dire essere un ragazzo/ragazza militare italiano

In collaborazione con
Miriam Del Regno
Che cosa vuol dire essere un ragazzo/ragazza militare italiano

Diventare militare in Italia non è una scelta improvvisata, ma un percorso fatto di step ben precisi, selezioni e formazione sia fisica che mentale. Il primo passo è l’accesso tramite concorso pubblico emanato dal Ministero della Difesa. Il punto di partenza per molti è il ruolo di VFI, ovvero volontario in ferma iniziale.

In questa fase non sono previste prove scritte, ma si affrontano test fisici, visite mediche e valutazioni psicologiche. É quindi una selezione che punta sopratutto sulla resistenza, sulla salute e sull’equilibrio mentale del candidato. La preparazione per questo primo step è principalmente fisica: allenamento, disciplina e costanza sono fondamentali per superare le prove e iniziare il percorso.

Una volta entrati, la vita in caserma segue ritmi ben definiti: sveglia presto, addestramento, esercitazioni, momenti di studio e attività operative. É una quotidianità scandita da regole precise, dove il senso del dovere il rispetto della gerarchia sono alla base di tutto. All’interno dell’esercito esistono diversi ruoli e livelli gerarchici.

Si parte dalla truppa, quindi soldati e caporali, per poi salire nei gradi com e sergenti e marescialli. Successivamente si entra nella categoria degli ufficiali come tenenti, capitani e colonnelli fino ai gradi più alti, ovvero i generali. Ogni livello comporta responsabilità sempre maggiori, sia operative che decisionali. Essere militare, quindi, non significa solo indossare una divisa: significa entrare in un sistema strutturato, dove ogni ruolo ha una funzione precisa e dove la crescita è possibile, ma richiede impegno, sacrificio e determinazione.

Essere militare: opportunità o via di fuga?

Per molti ragazzi e ragazze, soprattutto in alcune realtà del Sud Italia, la carriera militare può rappresentare molto più di un semplice lavoro. Può diventare un’opportunità concreta per cambiare vita, per costruiti un futuro diverso da quello che sembra già scritto. Non tutti scelgono questa strada per vocazione. A volte è anche una scelta pratica, una via per uscire da contesti difficili o limitanti. Una ragazza che ha intrapreso questo percorso racconta: ”Per me essere militare vuol dire appartenere allo Stato. È una scelta che richiede un forte senso del dovere”.

Dietro questa consapevolezza c’è anche una motivazione più personale. Quando le viene chiesto perché ha scelto questa strada, la risposta è stata molto diretta: “é stato un insieme di cose: per scappare, per piacere e anche per provare. In parte si, è stata una via di fuga".

Questa testimonianza mostra un aspetto poco raccontato: il militare no è solo disciplina e carriera, ma anche una possibilità di riscatto. Entrare nell’esercito, infatti, significa anche crescere come persona. La vita militare ti dà disciplina e la capacità di affrontare anche le situazioni più difficili. È un ambiente che mette alla prova, ma che allo stesso tempo forma.

Per alcuni è una scelta di cuore, per altri una necessità, per altri ancora una scommessa su sé stessi. Ma in tutti i casi, essere militare significa accettare una vita fatta di regole, sacrifici e responsabilità, con la possibilità però di costruire qualcosa di solido. Essere un ragazzo o una ragazza militare, quindi, no. Ha un solo significato. È un mix di ambizione, bisogno, coraggio ed, a volte, anche di fuga. Ma sopratutto è una scelta che cambia profondamente la vita.

A cura di Miriam Del Regno

LEGGI ANCHE
LASCIA UN COMMENTO

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *

Sto inviando il commento...