30 Mar, 2026 - 10:46

Epidurale e movimento: una nuova esperienza del parto

In collaborazione con
Miriam Del Regno
Epidurale e movimento: una nuova esperienza del parto

Per molti anni l’epidurale è stata associata a un’immagine ben precisa: una donna distesa, immobile con il dolore attenuato ma anche con una riduzione significativa della sensibilità e delle capacità di movimento. Oggi però questo scenario sta cambiando. Sempre più diffusa, anche se ancora poco conosciuta, è la cosiddetta walking epidural, una tecnica che condente di maniere una buona mobilità durante il travaglio. Grazie a dosaggi più bassi di anestetico e tecniche più evolute, le donne possono alzarsi, camminare, sedersi o utilizzare strumenti come la palla da parto, partecipando in modo attivo alla nascita.

Questo approccio non solo migliora la percezione dell’esperienza, ma ha anche effetti concreti sulla fisiologia del parto. Studi scientifici indicano che la posizione eretta e il movimento possono ridurre la durata del travaglio, in particolare nella sua fase iniziale, e diminuire il ricorso ad alcuni interventi medici. In Italia, esperienze come quella della Clinica Mangiagalli di Milano dimostrano che questa evoluzione è già realtà da tempo: la riduzione dei dosaggi anestetici permette di mantenere l’efficacia analgesica limitando il blocco motorio, offrendo così alle donne maggiore controllo, autonomia e soddisfazione.

Benefici, limiti e diffusione: cosa sapere sulla walking epidural

La possibilità di muoversi durante il travaglio rappresenta un cambiamento importante anche dal punto di vista psicologico. Ogni donna può vivere il parto in modo più personalizzato: alcune preferiscono riposare, altre camminare o collaborare attivamente con le ostetriche. Questa libertà contribuisce a una maggiore sensazione di controllo e partecipazione. Dal punto di vista clinico le evidenze suggeriscono anche benefici sulla dilatazione e sulla progressione del parto, sebbene siano ancora in fase di approfondimento. Importante sottolineare che l’epidurale, anche in questa forma, non aumenta il rischio di parto cesareo. Anzi, la presenza del catetere può facilitare interventi rapidi in caso di necessità.

Nonostante i vantaggi, la diffusione della walking epidural è ancora limitata. In Italia è disponibile solo in una parte degli ospedali, anche per motivi organizzativi: per permettere il movimento in sicurezza è necessario monitorare continuamente il battito fetale, spesso con tecnologie wireless non sempre presenti. Tuttavia, sempre più strutture stanno andando in questa direzione. Dove questa pratica è consolidata, i tassi di utilizzo dell’epidurale sono molto alti e risultati in termini di soddisfazione delle donne sono significativi.

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