30 Mar, 2026 - 14:45

Variante Covid Cicada: allarme negli USA, in Italia situazione sotto controllo ma cresce l’attenzione

Variante Covid Cicada: allarme negli USA, in Italia situazione sotto controllo ma cresce l’attenzione

Arrivano dagli USA i timori per la nuova variante Covid-19 denominata "Cicada" (BA. 3.2) che ha fatto suonare nuovamente i campanelli d'allarme a livello globale. La nuova variante arriva dal Sudafrica dove è stata individuata per la prima volta nel novembre 2024.

La variante ha iniziato a diffondersi rapidamente negli Stati Uniti, dove sta diventando predominante in diversi Stati. Grazie a numerose mutazioni, Cicada riesce a eludere parzialmente le difese immunitarie, rendendo la popolazione più vulnerabile anche se vaccinata.

In Europa, e in particolare in Italia, i casi rimangono limitati, ma gli esperti seguono con attenzione l’evoluzione per prevenire un possibile aumento dei contagi simile a quello osservato negli inverni passati.

Cos’è la variante Cicada e perché preoccupa?

La variante Cicada (BA.3.2) appartiene alla famiglia Omicron e si distingue per un numero elevato di mutazioni nel gene della proteina spike, che le conferiscono maggiore capacità di eludere gli anticorpi.

Rilevata per la prima volta in Sudafrica nel novembre 2024, ha raggiunto 23 Paesi entro febbraio 2026, con un’espansione rapida negli Stati Uniti.

Negli USA, Cicada ha iniziato a confondere alcuni test diagnostici e si diffonde più facilmente, portando le autorità a intensificare il monitoraggio delle acque reflue e dei contagi locali. La crescita esponenziale della variante in 29 Stati è sotto stretta osservazione, soprattutto per il suo potenziale di evasione immunitaria.

In Italia e nel resto d’Europa, la diffusione è ancora contenuta. Al momento, Cicada non ha provocato focolai significativi in Italia dove le varianti più diffuse sono KP.3 e JN.1, ma il monitoraggio continua per prevenire picchi locali.

Sintomi della variante Cicada: cosa sapere

Dal punto di vista clinico, la variante Cicada presenta sintomi simili alle altre sottovarianti Omicron e alle comuni infezioni respiratorie stagionali. Tra i sintomi più frequenti si registrano: mal di gola intenso, naso chiuso o che cola, tosse persistente, stanchezza marcata, febbricola e dolori muscolari e mal di testa.

In alcuni casi sono stati osservati anche brividi, raucedine, disturbi gastrointestinali come nausea o diarrea e perdita dell’appetito.

Nonostante la capacità di eludere parzialmente gli anticorpi, la malattia rimane generalmente lieve per la maggior parte della popolazione, con decorso rapido in pochi giorni. I vaccini aggiornati continuano a proteggere efficacemente da ricoveri e decessi, anche se la risposta anticorpale può essere più lenta contro Cicada.

Situazione in Italia: monitoraggio e prevenzione

In Italia, la variante Cicada non ha ancora causato casi diffusi. I bollettini ISS aggiornati al 30 marzo 2026 indicano un tasso di positività stabile intorno al 3% e un Rt di circa 1,15, simile a quello delle sottovarianti KP.3 e JN.1.

Le autorità sanitarie stanno valutando l’impatto sui soggetti fragili e sugli over-65, in attesa di eventuali aggiornamenti.

La priorità rimane il monitoraggio costante, in particolare degli sviluppi negli Stati Uniti, dove la variante ha mostrato una crescita esponenziale e si è rilevata nelle acque reflue, segnale della sua rapida circolazione.

L’OMS e l’ECDC raccomandano richiami vaccinali autunnali adattati, mentre in Italia la sorveglianza resta intensificata per prevenire picchi locali e proteggere la popolazione più vulnerabile.

 

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