La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali, arrivata dopo il ko in Bosnia, ha aperto una crisi senza precedenti. All’indomani della disfatta azzurra il calcio italiano è in piena rivoluzione. Le prossime ore saranno decisive per capire come si delineerà la nuova struttura al vertice, con diversi cambiamenti in vista.
Il più importante riguarda il presidente della Figc. Gabriele Gravina dovrebbe infatti presentare le sue dimissioni a breve, dopo l’ennesimo fallimento di una gestione che ha portato l’Italia nel punto più basso della sua storia calcistica.
Il nome più caldo per il futuro della Figc è quello di Giovanni Malagò. L’ex numero uno del Coni è attualmente senza incarico e rappresenta la figura ideale per guidare una possibile ripartenza. La sua candidatura piace a diversi club di Serie A e a parte del sistema calcio, anche se non mancano resistenze, soprattutto a livello politico.
Restano comunque altre piste. Tra queste ci sono Matteo Marani e Paolo Bedin, nomi che potrebbero garantire una certa continuità. Sullo sfondo c’è anche Giancarlo Abete, già presidente in passato e figura ancora molto influente, soprattutto per il peso del calcio dilettantistico.
In queste ore è in corso un vertice decisivo nella sede federale di via Allegri. Gabriele Gravina sta incontrando tutte le componenti: dalla Serie A alla Serie B, passando per Lega Pro, calciatori e allenatori. Un confronto fondamentale per capire se esistono ancora margini per andare avanti o se si arriverà a un passo indietro immediato.
La sensazione è che la decisione sia ormai presa. Le pressioni sono fortissime e l’ipotesi più concreta resta quella delle dimissioni, con nuove elezioni da indire entro pochi mesi. Si aprirebbe così una fase di transizione, con l’obiettivo di ridisegnare l’intera governance del calcio italiano dopo l’ennesima esclusione dal Mondiale.
La rivoluzione potrebbe non fermarsi ai vertici federali. Anche la posizione di Gennaro Gattuso è sempre più in bilico. Il commissario tecnico, dopo il ko contro la Bosnia, avrebbe già deciso di fare un passo indietro, chiudendo un ciclo che non ha portato i risultati sperati.
Per la panchina della nazionale si sono in pole due nomi: Antonio Conte e Massimiliano Allegri. Entrambi condividono esperienza e carisma, caratteristiche considerate fondamentali per rilanciare l’Italia. La sensazione è che il cambiamento sarà profondo e riguarderà ogni livello, dalla dirigenza fino al campo. O, almeno così, si augura il popolo azzurro.
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