La Camera dei deputati ha sanzionato con la sospensione per cinque giorni ventidue parlamentari dell’opposizione che lo scorso 30 gennaio entrarono in massa nella sala stampa di Montecitorio per impedire la conferenza sulla “remigrazione” organizzata da un deputato della Lega e alla quale era previsto anche l’intervento di esponenti di CasaPound.
La decisione dell’Ufficio di presidenza, definita “irricevibile” da molti dei gruppi colpiti, alimenta un acceso dibattito su come le istituzioni debbano relazionarsi con le formazioni di estrema destra all’interno del palazzo.
I ventidue deputati sospesi per cinque giorni appartengono al Pd, al Movimento 5 Stelle e ad Alleanza Verdi e Sinistra.
Si tratta di Bakkali, Cuperlo, Orfini, De Maria, Sarracino, Scotto, Stumpo, Morassut, Boldrini e Casu del Pd; Sportiello, Riccardo Ricciardi, Auriemma, Caso, Ferrara, Lomuti, Quartini e Francesco Silvestri del Movimento 5 Stelle; Zaratti, Bonelli, Fratoianni e Mari di Avs.
Secondo i documenti dell’Ufficio di presidenza, questi parlamentari sono stati ritenuti responsabili di un fatto ritenuto grave perché hanno materialmente occupato il banco degli oratori o si sono posizionati intorno a esso, bloccando di fatto lo svolgimento di una conferenza stampa.
Altri dieci deputati, anch’essi di Pd e M5S, sono stati invece sospesi per quattro giorni per aver contribuito a riempire tutti i posti disponibili nella sala, rendendo di fatto impossibile la conferenza.
Sono Alifano, Di Biase, D'Orso, Gribaudo, l'Abbate, Mancini, Orrico, Marina Ricciardi, Ciani e Romeo.
Le reazioni politiche sulle sospensioni sono state di vario tipo. La maggioranza di governo, in particolare con Lega e FdI, ha sottolineato la necessità del rispetto delle regole parlamentari e del controllo dell’ordine durante gli eventi nel palazzo, il che ha legittimato la sanzione come risposta giusta a un’occupazione che ha impedito lo svolgimento di un’iniziativa regolarmente autorizzata.
I gruppi di opposizione, invece, hanno definito le sanzioni “sproporzionate” e hanno criticato il Parlamento per aver sanzionato chi ha cercato di impedire che esponenti di CasaPound e di altri movimenti di estrema destra prendessero parola in una sede istituzionale.
Il Pd ha parlato di “deriva sconcertante” e ha chiesto il ritiro delle sanzioni, sostenendo che i deputati coinvolti hanno agito nel rispetto della Costituzione e nel nome dell’antifascismo, mentre il Movimento Cinque Stelle ha ribadito che la presenza di naziskin in un luogo istituzionale andava contrastata in ogni modo. Avs ha bollato la decisione come “ingiusta e sproporzionata”, sottolineando che la sospensione penalizza chi ha difeso, secondo loro, la dignità stessa di Montecitorio.
Una delle deputate sanzionate, la pentastellata Gilda Sportiella, sui suoi canali social, l'ha messa così.
Anche il rappresentante del Pd Arturo Scotto, altro parlamentare sanzionato, non si dimostra affatto pentito:
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