Andrea Lucidi, reporter di guerra in procinto di andare in Iran per vedere da vicino cosa accade in quel Paese dopo il conflitto scatenato da Usa e Israele, è convinto che il no sbandierato dal governo Meloni agli americani per l'utilizzo di Sigonella non sia altro che propaganda.
Quella base è nella piena disponibilità dell'esercito di Trump. E l'Italia è pienamente coinvolta nel coflitto in corso, ha detto il reporter a Tag24.
Quella che si è consumata nei giorni scorsi è stata solo una mossa di marketing politico che serviva a Giorgia Meloni per prendere le distanze, almeno mediaticamente, dall'inquilino della Casa Bianca che si sta rivelando una vera e propria sciagura anche per la sua avventura politica.
Andrea Lucidi, intervistato da Tag24.it sugli ultimi sviluppi delle crisi internazionali, si è detto sicuro che il no dichiarato dal ministro della Difesa Guido Crosetto per l'utilizzo di Sigonella è destinato a lasciare il tempo che trova:
Nei giorni scorsi, molti avevano paragonato il no del governo Meloni per Sigonella con quanto accadde con il governo Craxi del 1985. Ma, per Lucidi, ogni parallelismo del genere è del tutto inappropriato
La ricostruzione dei fatti di Lucidi è questa:
Secondo Andrea Lucidi, il diavolo si nasconde nei dettagli. Perché quando Crosetto dice che la base viene utilizzata secondo i trattati, significa, in pratica, che l'Italia contribuisce non poco alla guerra in atto in Iran.
La conclusione di Lucidi, quindi, è questa:
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