Con la quasi certa partenza di Gennaro Gattuso da commissario tecnico della nazionale italiana di calcio dopo il mancato accesso al Mondiale, il “toto‑nomi” per la sua successione è già partito a pieno ritmo. Tra i profili più chiacchierati spuntano Roberto Mancini, Antonio Conte e Massimiliano Allegri, tutti però legati da contratti in corso con club fino al 2027. La domanda cruciale per la FIGC e i tifosi è quindi: possono davvero liberarsi e diventare Ct della nazionale?
Roberto Mancini — Al‑Sadd (Qatar)
Mancini è uno dei candidati più prestigiosi per tornare sulla panchina azzurra dopo il suo successo all’Euro 2020 con l’Italia. Attualmente è sotto contratto con l’Al‑Sadd fino al 2027, ma secondo i media italiani la sua posizione contrattuale potrebbe renderlo relativamente più disponibile rispetto agli altri due: il tecnico stesso potrebbe essere più incline a tornare in azzurro e, trattandosi di un contratto all’estero, la Figc potrebbe trovare maggiore flessibilità nelle trattative rispetto ai vincoli dei club italiani.
Antonio Conte — Napoli
Conte è sotto contratto con il Napoli fino al 2027 e rappresenta un nome di spicco per il progetto nazionale grazie alla sua esperienza internazionale e allo storico passato da Ct. Tuttavia, la permanenza a Napoli è legata a un accordo vincolante, e la società partenopea non è obbligata a liberarlo a stagione in corso: qualsiasi soluzione dipenderebbe da un accordo tra club, tecnico e Figc — spesso con compensazioni economiche o clausole di rescissione da negoziare.
Massimiliano Allegri — Milan
Come Conte, anche Massimiliano Allegri è sotto contratto con l’AC Milan fino al 2027. Allegri non ha mai guidato la Nazionale italiana, ma è spesso citato come possibile successore di Gattuso. Anche nel suo caso, la panchina azzurra richiederebbe la liberazione preventiva dal rapporto di lavoro col club, che può avvenire solo tramite accordo consensuale tra le parti o il pagamento di una penale/compensazione se prevista nel contratto.
Nel mondo del calcio professionistico, i contratti dei tecnici con i club sono vincolanti fino alla scadenza. Per liberarsi prima, le strade principali sono:
Club e allenatore possono risolvere il contratto di comune accordo, spesso con un indennizzo economico o la rinuncia del coach a parte dei compensi residui. Questa è la soluzione più comune per permettere a un tecnico di accettare un incarico internazionale senza contenziosi.
Alcuni contratti possono includere clausole che consentono al tecnico di rescindere unilateralmente pagando una somma predeterminata (una sorta di “penale” stabilita al momento della firma). Queste clausole non sono sempre presenti, soprattutto nei contratti dei manager, ma se previste facilitano l’operazione.
Se il tecnico non ha una clausola di uscita e il club non accetta di liberarlo, non può unilateralmente rescindere il contratto senza giusta causa (ad esempio gravi violazioni contrattuali), pena conseguenze economiche o legali per lui.
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