Sembra un paradosso ma per Maurizio Ferrera la disinformazione è come un virus e si annida nella libertà di informazione.
Sul Corriere della Sera ricorda che “Norberto Bobbio diceva che le democrazie sono case di vetro. I loro processi decisionali sono guidati da principi di trasparenza e legalità, la contesa per il sostegno degli elettori si svolge in una sfera pubblica aperta, ma disciplinata da regole ed eventuali sanzioni. In pratica, sappiamo che i vetri non sono sempre puliti. Ma se i pesi e contrappesi funzionano, ciò che succede all’interno delle case democratiche può essere osservato e controllato. La crescente aggressività dei regimi autoritari espone la natura aperta della democrazia a nuove minacce: la manipolazione delle informazioni dall’esterno. Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale hanno facilitato la fabbricazione e diffusione di fake news per condizionare il cuore del processo democratico, le elezioni”.
Secondo il World Economic Forum la “guerra cognitiva” è tra i principali rischi globali. L’Unione europea si è mobilitata con lo “Scudo democratico europeo”, ma servono sforzi nazionali. È ora che dai vetri si passi ai cristalli antiproiettile. La disinformazione è come un virus: si annida nella libertà di informazione e da lì attacca l’intero edificio. Non lasciamo che accada, ammonisce Ferrera.
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