Adesso è ufficiale: Massimo Sessa è il nuovo Commissario straordinario per la realizzazione delle opere necessarie in vista di Euro 2032. La nomina è diventata effettiva dopo la registrazione del decreto da parte della Corte dei Conti e segna un passaggio importante per il futuro degli stadi italiani.
In un momento complicato per il calcio azzurro, anche dopo la recente sconfitta contro la Bosnia, c'è la necessità di ripartire dalle strutture e da un piano concreto per ammodernarle. Vediamo allora chi è Massimo Sessa e quale sarà il suo compito.
Originario di Salerno e residente a Roma, Sessa ha costruito un percorso solido nel campo dell’ingegneria e delle opere pubbliche. Laureato con il massimo dei voti in Ingegneria Civile alla Sapienza, ha poi conseguito un dottorato al Politecnico di Milano, specializzandosi in ambito idraulico, ambientale e infrastrutturale. Nel corso della sua carriera ha ricoperto ruoli di primo piano all’interno del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, arrivando fino alla guida del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il principale organo tecnico dello Stato.
Qui ha seguito da vicino progetti strategici e l’evoluzione delle normative legate alle grandi opere. Tra gli incarichi più rilevanti spiccano la gestione di interventi complessi come la messa in sicurezza dell’acquedotto del Peschiera e il coordinamento delle commissioni per l’aggiornamento delle norme tecniche per le costruzioni. Un percorso arricchito anche da attività di ricerca e pubblicazioni tecniche, che ne confermano il profilo altamente qualificato.
Nel nuovo incarico, Sessa avrà il compito di coordinare e supportare tutte le attività legate agli stadi che ospiteranno Euro 2032. Il suo lavoro servirà a semplificare le procedure e velocizzare i tempi, lavorando a stretto contatto con istituzioni e soggetti privati già coinvolti nei progetti.
Sessa, già attivo da mesi sui dossier principali, ha avviato un confronto tecnico con le parti interessate per portare avanti i piani di intervento e assicurare che gli impianti rispettino i requisiti richiesti dalla UEFA. Soltanto così, infatti, il nostro Paese potrà non sfigurare rispetto al resto d'Europa.
La nomina rappresenta un segnale chiaro: l’Italia vuole colmare il gap con gli altri Paesi europei. Oggi molti stadi sono obsoleti, poco funzionali e lontani dagli standard richiesti per grandi competizioni internazionali. Euro 2032 diventa così un’occasione per cambiare rotta.
Non solo ristrutturazioni, ma una visione più ampia che punta a impianti moderni, sostenibili e adatti alle esigenze del calcio contemporaneo. Il tempo però non è molto. Servono decisioni rapide e interventi concreti. La sfida di Sessa sarà proprio questa: trasformare progetti e intenzioni in risultati reali, restituendo all’Italia strutture all’altezza.
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