Papa Leone XIV, nella sua prima benedizione Urbi et Orbi di Pasqua, ha rivolto un appello serrato contro le guerre e ha rilanciato l’impegno del Vaticano per una pace giusta in Medio Oriente, in un giorno in cui piazza San Pietro ha accolto circa 50 mila fedeli da tutto il mondo.
Il messaggio del Pontefice, scandito dal rito della Pasqua e dalla tradizionale benedizione dalla loggia centrale, è stato centrato su un’idea di pace non solo come cessazione delle ostilità, ma come trasformazione delle coscienze e rottura con la logica delle armi.
Nel discorso Urbi et Orbi, Papa Leone XIV si è rivolto ai fedeli con parole che sembravano dirette in primis al presidente del suo Paese, gli Stati Uniti d'America, Donald Trump:
Il Pontefice ha ribadito la ferma contrarietà della Chiesa a ogni conflitto.
Ha sottolineato che "la guerra uccide e distrugge, ma Cristo vince la morte per sempre", richiamando che la pace autentica non è imposta con la forza, ma costruita con il dialogo e l’incontro, e non con la volontà di dominare l’altro.
Il Papa ha denunciato anche il rischio dell’assuefazione alla violenza, avvertendo che ci si sta abituando alla morte di migliaia di persone e alle conseguenze economiche, sociali e umane delle guerre, senza più reagire con la necessaria indignazione.
Prevost, quindi, ha invitato a "convertirsi alla pace di Cristo" e a far udire un forte grido di pace che sgorga dal cuore, riconoscendo la mano di Dio nella dignità di ogni vita e nel rispetto dei più deboli.
Leone XIV ha legato il messaggio pasquale a un'attenzione particolare al Medio Oriente, laddove la guerra continua a seminare morte e paura, e dove i cristiani vivono in una condizione di grande sofferenza.
Già in occasione della Settimana Santa e della Veglia pasquale aveva espresso vicinanza ai cristiani della regione, ricordando che partecipano “in modo reale” alla sofferenza del Cristo crocifisso e che la loro prova interpella la coscienza di tutti.
In questo periodo pasquale il Vaticano ha anche rinnovato le sue iniziative diplomatiche: nei giorni scorsi, il Papa ha avuto un colloquio telefonico con il presidente di Israele Isaac Herzog, ribadendo la necessità di riaprire tutti i canali possibili di dialogo per porre fine al conflitto e costruire una pace giusta e duratura.
In parallelo, la Santa Sede ha annunciato una veglia di preghiera per la pace in San Pietro fissata per sabato 11 aprile.
Il Papa ha definito quest'appuntamento come un'occasione in cui i fedeli si uniscono a un grido comune contro la guerra e per la riconciliazione.
Il Vaticano intende rivestire un ruolo attivo di mediazione, sia diplomatico che spirituale, per una pace stabile in Medio Oriente e nel mondo.
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