06 Apr, 2026 - 13:00

Elly Schlein contro Meloni: perché il gap resta ampio e chi minaccia davvero la sua leadership (spoiler: non è Conte)

Elly Schlein contro Meloni: perché il gap resta ampio e chi minaccia davvero la sua leadership (spoiler: non è Conte)

Qual è il leader di centrosinistra che avrebbe maggiori possibilità di battere Giorgia Meloni se si andasse alle urne oggi?

E' la domanda che si è posta BiDiMedia nella rilevazione commissionata da "First srl" in cui sono state messe a confronto - in un uno contro uno virtuale - le percentuali di gradimento di Giorgia Meloni, Elly Schlein, Giuseppe Conte e Silvia Salis, con risultati meno scontati di quanto si potesse immaginare. 

Il dati demoscopici raccolti tra il 27 e 28 marzo scorsi mostrano, infatti, un quadro ancora favorevole a Meloni, ma con segnali interessanti di competitività soprattutto per la sindaca di Genova, che si sta ritagliando sempre di più il ruolo di alternativa ai due leader del campo largo.

Mentre nel centrosinistra Schlein e Conte sono appiattiti sulla questione primarie, Salis si è invece smarcata dichiarando di non essere intenzionata a prendere parte alla competizione per la leadership, considerando il metodo primarie divisivo. 

Ecco, allora, cosa è emerso dal sondaggio BiDiMedia sulle chi tra i principali leader dell’opposizione riuscirebbe a battere Giorgia Meloni nell’ipotetica corsa alle elezioni politiche del 2027.

Sondaggi politici, il gap di Meloni resta ampio con Schlein e Conte ma si riduce con Salis

Il confronto diretto fra Giorgia Meloni e i tre leader dell’opposizione mette in evidenza dinamiche elettorali differenti, con scarti percentuali che raccontano una competizione ancora aperta ma con vantaggi variabili.

Il primo testa a testa ipotizzato è quello con Elly Schlein. La segretaria del Pd continua ad essere quella più in difficoltà nel confronto con la premier da cui la dividono 9 punti percentuali. Schlein, infatti, si attesta al 45,5%, mentre Meloni arriva al 54,5%. 

Questo gap, seppur non incolmabile, indica che Schlein fatica a consolidare una base trasversale sufficiente a impensierire seriamente l’attuale presidente del Consiglio in uno scontro diretto. 

Meglio il confronto con il leader M5s, Giuseppe Conte. Il vantaggio di Giorgia Meloni si assottiglia a 7,2 punti percentuali con il leader pentastellato a 46,4% e la premier al 53,6%.

Questo risultato suggerisce che l’ex leader del Movimento 5 Stelle, pur non riuscendo a ribaltare i pronostici, resta un profilo più competitivo di Schlein nei confronti diretti con la premier. 

Sorprendentemente, è la sindaca di Genova Silvia Salis, ad emergere come il profilo più competitivo tra i tre: la distanza con Meloni si riduce a solo 2,2 punti percentuali, un margine molto più stretto rispetto agli altri due scenari simulati. Salis raggiunte il 48,9% mentre Meloni si ferma al 51,1%.

Questo dato indica che, nel contesto attuale, Salis potrebbe essere percepita come una figura più appetibile per una parte dell’elettorato, forse perché vista come meno divisiva o meno legata alle dinamiche di partito tradizionali rispetto a Schlein e Conte. 

Chi tra Schlein, Conte e Salis batterebbe Giorgia Meloni se si votasse oggi?

I dati del sondaggio confermano che, se si votasse oggi, Giorgia Meloni resterebbe in vantaggio in tutti i confronti diretti con i principali candidati dell’opposizione.

In un’Italia politica ancora segnata dalle tensioni post‑referendarie e da un centrodestra che mantiene un elettorato solido, il ruolo di premier uscente le conferisce ancora un margine di fiducia e riconoscibilità misurabile nelle intenzioni di voto.

Tuttavia, i numeri emersi mostrano segnali da non sottovalutare. Il fatto che il divario si riduca sensibilmente con alcuni profili – in particolare con Silvia Salis – indica che il blocco di elettori critici verso Meloni potrebbe essere più ampio di quanto suggeriscano alcune rilevazioni di consenso sui partiti e che il centrosinistra deve giocare bene la partita per la scelta del proprio leader.

 Allo stesso tempo, la performance di Conte nel sondaggio segnala che l’elettorato pentastellato e parte dei moderati vedono in lui un’alternativa relativamente forte.

Nel centro‑sinistra e nel “campo largo” si discute da settimane su primarie, leadership e strategie di coalizione proprio per provare a individuare la figura che può massimizzare questa competitività emergente.

 

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