Se il mondo, fino a qualche ora fa, è rimasto con il fiato sospeso per la possibilità fatta ventilare dal presidente Trump di utilizzare l'atomica in Iran, oggi, a sganciare una bomba, per fortuna solo metaforica, è il direttore di Limes Lucio Caracciolo.
Intervistato dal Fatto Quotidiano, l'analista geopolitico ha svelato che l'esercito Usa si sta ribellando al suo Comandante in Capo, a Donald Trump.
La "bomba" di Caracciolo: "L'esercito Usa contro Trump"
A Salvatore Cannavò del Fatto Quotidiano, Lucio Caracciolo ha rivelato che l'esercito più forte del mondo, quello Usa, si sta ribellando al suo Commander in Chief, Donald Trump.
Una notizia che avrebbe del clamoroso. Ma che è già nei fatti, con tanto di ammutinamento, stando a ciò che ha detto l'analista.
Alla domanda di Cannavò "Trump ha problemi all'interno dell'esercito Usa?", ha risposto.
Si sono visti scontri nel bel mezzo della guerra. La crisi della potenza militare Usa - in un mese e mezzo non sono riusciti a realizzare nulla - sembra conclamata e nelle forze militari Usa, sia a livello di base sia ai piani alti, si nota un'evidente insofferenza per il Comandante in Capo
Caracciolo, per sostenere la sua tesi, ha annotato questi fatti:
Nelle ultime settimane c'è stato un ammutinamento sulla principale portaerei, spacciato per blocco delle fognature, e segnali di insofferenza si sono visti con il licenziamento del Capo di Stato maggiore dell'esercito
La conclusione che ne ha tratto il direttore di Limes fa tremare le vene ai polsi perché implica anche questo:
C'è una crisi del sistema che riguarda anche l'impiego della bomba atomica: nella catena decisionale, a quanto si apprende, ci sono figure che hanno detto di no al suo utilizzo
Allora la vorrebbe utilizzare solo Trump? E lui, da solo, avrebbe il potere di farla sganciare?
Su di lui, Caracciolo ha ravvisato un "problema strutturale":
Trump non è libero di decidere visto il ricatto di Israele (...). Ci può essere una componente patologica, ma questo è tema degli specialisti. Certo, osserviamo una forma non coerente dell'agire, un'attitudine da pokerista (...). Resta il problema che nella maggiore superpotenza una decisione così importante come la guerra viene affidata a una persona sola. In queste forme non era mai avvenuto
Caracciolo: "Gli Usa in una situazione disperata"
Per Lucio Caracciolo, quindi, gli Usa versano in una "situazione disperata"
Dal punto di vista strategico, la situazione per gli Usa è disperata: hanno un presidente non padrone di sé che gioca con la tattica del deal per poi trovare accordi minimi e soprattutto ha speso tutte le risorse possibili dal punto di vista militare. L'atomica, che prima era una deterrenza, sempre più viene sbandierata come la misura che può chiudere le ostilità, con la decisione nelle mani del Comandante in Capo...
Scritto tra virgolette, chissà perché.