Sono state ormai depositate tutte le consulenze richieste dalla Procura di Pavia nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007. Al centro del fascicolo c'è Andrea Sempio, amico di lunga data del fratello della vittima; eppure in molti continuano a spostare l'attenzione su Alberto Stasi, già processato e condannato in via definitiva per lo stesso delitto.
"Stasi ha subìto cinque processi: è stato assolto in primo e in secondo grado, poi la Cassazione ha rinviato gli atti in Appello", fino alla condanna definitiva del 2015. Un percorso "tortuoso" che, come spiega l'avvocato Elisabetta Aldrovandi - da qualche settimana entrata nel team difensivo per gestire le diffamazioni ricevute da Stasi sia in tv che sui social - evidenzia la fragilità dell'impianto accusatorio.
"Gli indizi a suo carico - sostiene il legale - non erano particolarmente pregnanti, né c'è mai stata una prova regina". Così come un movente certo. "Ora è come se, da più parti, si cercasse di recuperare elementi che possano confermare una sua responsabilità nell'omicidio di Chiara, anche se tali elementi non vengono citati nelle sentenze che lo hanno condannato".
Un esempio è quello delle foto contenute nella "cartella militare" del suo pc, che, come ribadito di recente dalla parte civile, potrebbero aver innescato la lite sfociata nel delitto. E che invece, secondo una consulenza della difesa, la ragazza non avrebbe nemmeno guardato prima dell'omicidio, limitandosi a lavorare alla tesi di laurea del fidanzato (segno di rapporti distesi tra i due).
Secondo Aldrovandi, bisognerebbe insomma concentrarsi sui nuovi dettagli emersi. "A me viene da pensare che non sia stata Chiara ad aprire la porta al suo assassino", spiega, ipotizzando che la ragazza possa essere stata sorpresa all'interno dell'abitazione mentre faceva colazione.
"Sul tavolo davanti al divano c'erano i resti della colazione; la televisione era in modalità mute: potrebbe aver sentito dei rumori ed essersi trovata di fronte al suo aggressore o ai suoi aggressori. Sono ipotesi maturate alla luce delle indiscrezioni uscite, che comunque non sono state sconfessate".
L'intervista completa sul canale Youtube di Tag24.
Il riferimento è anzitutto alla consulenza della dottoressa Cristina Cattaneo, che avrebbe riscritto, secondo quanto riportato dal Tg1, la dinamica dell'omicidio, spostandone anche l'orario più in avanti nella mattinata. Dettaglio che, qualora confermato, scagionerebbe Stasi, che dalle 9:35 aveva un alibi.
Nodo centrale resta quello del movente. Su cui molto potrà dire l'analisi - lunga oltre 600 pagine - del perito Paolo Dal Checco, che ha preso ad esame anche il computer di casa Poggi, utilizzato non soltanto da Chiara, nonostante si trovasse nella sua cameretta.
"Il fatto che la Procura abbia chiesto la consulenza allo scadere delle indagini preliminari mi fa pensare che avesse già in testa un movente da avvalorare", che sia andata a colpo sicuro, insomma, sostiene il legale.
"Cosa mi aspetto adesso? Una chiusura in un tempo medio-breve: non credo si andrà oltre il mese di maggio. Per il resto, vedremo. Se la Procura dovesse offrire una nuova lettura dei fatti, come credo, per Stasi potrebbe aprirsi la strada della revisione".
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