Scade domani, lunedì 13 aprile, il Memorandum sulla cooperazione militare tra Italia e Israele che - in assenza di eventuali azioni da parte del governo italiano - sarà rinnovato automaticamente per ulteriori cinque anni.
Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha lanciato via social un appello all'esecutivo ad intervenire per bloccare il rinnovo automatico. Un appello a "preservare la dignità del popolo sovrano", scrive il leader M5S.
Il memorandum tra Italia e Israele è stato firmato nel 2003 dall'allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha una durata pluriennale ed è stato rinnovato automaticamente più volte negli anni. Il Parlamento italiano può intervenire per bloccare o modificare il rinnovo, ma in genere avviene in modo tacito.
In seguito ai fatti del 7 ottobre 2023, l'accordo di collaborazione tra l'Italia e lo Stato di Israele è stato più volte al centro dello scontro politico con una parte delle forze di opposizione che hanno chiesto in più occasioni al governo di sospenderlo alla luce dell'offensiva militare in Palestina.
Il governo italiano ha sospeso nuovi invii di armi, poichè la legge italiana vieta export di armi verso Paesi in guerra o accusati di gravi violazioni, ma ha lasciato attivi i contratti già esistenti e lo stesso memorandum.
A 24 ore dalla scadenza dell'accordo, il Movimento 5 Stelle ritorna a sollevare la questione.
In queste ore il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha lanciato un appello via social all'esecutivo Meloni chiedendogli di bloccare il rinnovo del Memorandum sulla cooperazione militare Italia-Israele.
L'accordo scade domani, lunedì 13 aprile, ma in assenza di un intervento in senso contrario del governo, si rinnoverà automaticamente per altri cinque anni.
scrive Conte che evidenzia:
osserva il leader M5S che poi conclude:
APPELLO AL GOVERNO PER PRESERVARE LA “DIGNITÀ” DEL NOSTRO POPOLO SOVRANO
— Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) April 12, 2026
Lunedì 13 aprile si rinnoverà per 5 anni il Memorandum sulla cooperazione militare Italia-Israele. È un accordo che il Governo Meloni avrebbe comunque potuto sospendere in qualsiasi momento, ma non lo ha… pic.twitter.com/my6LiobSMe
La copogruppo M5s in Commissione Esteri-Difesa al Senato, Alessandra Maiorino, ha dichiarato che "l'Italia non merita quest'onta" e che il "nostro Paese continui a fare sponda con il criminale Netanyahu è a dir poco insopportabile".
La senatrice M5S si rivolge direttamente alla premier:
Il memorandum sulla cooperazione militaria Italia-Israele è in sostanza un accordo che non obbliga automaticamente a fornire armi, ma crea un quadro legale e politico per collaborare nel settore della difesa, lasciando poi ai governi le decisioni concrete caso per caso.
Prevede attività come esercitazioni militari congiunte, scambio di tecnologie, cooperazione industriale tra aziende della difesa e programmi di ricerca e sviluppo. Include anche la possibilità di condividere informazioni e personale specializzato.
L’Italia non è obbligata a rinnovare il memorandum. L’accordo prevede un meccanismo di rinnovo automatico ogni cinque anni, ma il governo può decidere di interromperlo comunicando la propria volontà entro una certa scadenza.
Se l’Italia scegliesse di non rinnovarlo, la cooperazione militare con Israele non cesserebbe completamente, ma diventerebbe più limitata e meno strutturata. Verrebbero meno alcuni strumenti di collaborazione diretta, come programmi congiunti e facilitazioni burocratiche.
Tuttavia, resterebbero possibili relazioni diplomatiche e accordi specifici, negoziati caso per caso. Sul piano industriale, potrebbero esserci conseguenze per le aziende coinvolte, con una riduzione delle opportunità di collaborazione e scambio tecnologico.
Il punto centrale riguarda l’opportunità di mantenere una cooperazione militare con Israele in un contesto di guerra e accuse di violazioni dei diritti umani.
Alcuni ritengono che il rinnovo sia incompatibile con i principi costituzionali italiani e con le norme sull’esportazione di armamenti, mentre altri lo considerano uno strumento strategico per la sicurezza nazionale e l’innovazione tecnologica.
La parziale segretezza dell’accordo ha inoltre alimentato polemiche, rendendo difficile un confronto pubblico basato su informazioni complete.
Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.
I campi obbligatori sono contrassegnati con *