Poche volte sarà capitato di vedere un sondaggio in cui i primi sei partiti italiani, tutti insieme, non guadagnano nemmeno un decimale di punto a livello di consensi.
È successo questa sera, 13 aprile 2026, con la rilevazione SWG per il TgLa7 condotto da Enrico Mentana.
Fratelli d'Italia, Partito Democratico, Movimento Cinque Stelle, Forza Italia, Alleanza Verdi e Sinistra e Lega non hanno il segno più rispetto alla stima dei loro consensi datata 30 marzo scorso.
A guadagnare sono solamente i partiti minori. Ma solo uno in particolare: Futuro Nazionale del Generale Roberto Vannacci.
Nello specifico, quali sono i numeri che ha marcato il sondaggio SWG del 13 aprile?
Primo partito rimane Fratelli d'Italia con il 29,3% dei consensi. Ma il partito di Giorgia Meloni, rispetto al 30 marzo scorso, perde lo 0,2%.
Dietro c'è il Pd di Elly Schlein, inchiodato al 21,9% rispetto al 22% pieno di 15 giorni fa.
Non ne approfitta nemmeno il Movimento Cinque Stelle, che galleggia al 12,2%, un decimale di punto in meno rispetto al 30 marzo.
Fuori dal podio, si trova Forza Italia al 7,7% e con 0,2% di consensi in meno.
Resiste al quinto posto Alleanza Verdi e Sinistra del duo Fratoianni-Bonelli. Il loro è l'unico dei partiti maggiori a non perdere, ma a rimanere invariato al 6,6%.
A chiudere, infine, c'è la Lega di Matteo Salvini che annaspa al 6,3% cedendo lo 0,3%.
Come detto, c'è solo un partito che in queste ultime due settimane ha guadagnato consenso: si tratta di Futuro Nazionale. Il partito di Roberto Vannacci ora è dato al 3,5%, alla pari con Azione di Carlo Calenda. Solo che il Generale intasca lo 0,2% in più mentre l'ex ministro solo lo 0,1% rispetto al 30 marzo.
Dietro di loro, può sorridere anche Matteo Renzi, che con la sua Italia Viva mette in cascina un decimale in più rispetto a due settimane fa e si assesta al 2,4%.
Bene anche Più Europa di Riccardo Magi, all'1,6% con lo 0,2% in più.
Piccolo passo in avanti, infine, anche per Noi Moderati: la formazione di Maurizio Lupi viene data all'1,2% rispetto all'1,1% di fine marzo.
Le altre liste, cumulativamente, raggiungono il 3,8% mentre non si è espresso il 28% degli intervistati.
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