Tensione alle stelle in Commissione Covid dopo la seduta dell’8 aprile, nel corso della quale è stato ascoltato un imprenditore italiano nell’ambito del filone d’indagine sugli acquisti di mascherine e dispositivi per l’emergenza pandemica.
Nel corso dell’audizione si è tornati a discutere della gestione delle commesse per l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione da parte del Comitato Tecnico Scientifico.
L’audizione si è svolta in un clima particolarmente acceso, che ha portato più volte a scontri tra i rappresentanti di maggioranza e opposizione. Nelle ultime ore la questione è approdata anche in Parlamento, attraverso una lettera formale inviata ai presidenti di Camera e Senato dai capigruppo dell’opposizione in Commissione Covid, nella quale la situazione viene definita “non più tollerabile”.
Sul fronte opposto, si intensifica il pressing di Fratelli d’Italia sul leader del M5S, Giuseppe Conte, chiamato nuovamente a riferire in Commissione sui fatti relativi al periodo in cui era presidente del Consiglio.
Proseguono intanto le audizioni delle associazioni dei danneggiati da vaccino anti-Covid, altro tema che continua ad alimentare le tensioni tra maggioranza e opposizione.
Ecco, allora, cosa sta succedendo in Commissione Covid e perché l'opposizione minaccia di abbandonare i lavori.
La Commissione d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza da Sars Cov-2 è stata fin dagli esordi teatro di accesi confronti tra maggioranza e opposizione. Confronti che si declinano principalmente sul piano politico.
La ricostruzione dei fatti e delle decisioni prese nei due anni di pandemia è fonte quotidiana di scontri e divisioni. Nell'ultima settimana, tuttavia, lo scontro si è fatto particolarmente teso. Ad animarlo è stata l'audizione di un imprenditore, svoltasi mercoledì 8 aprile, in merito alle trattative per una fornitura di mascherine per la struttura commissariale.
Nel corso dell’audizione, esponenti di Fratelli d’Italia hanno sostenuto che siano emersi elementi che, a loro avviso, meriterebbero ulteriori chiarimenti da parte dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Commissione.
In particolare, alcuni rappresentanti del partito della premier hanno sottolineato come la testimonianza avrebbe fatto emergere il presunto ruolo di una persona indicata come vicina a Conte nelle fasi delle trattative per la fornitura di mascherine alla struttura commissariale.
Al momento, tuttavia, si tratta di elementi non verificati e non risultano accertamenti giudiziari né evidenze di un qualsiasi coinvolgimento diretto dell’ex presidente del Consiglio.
Il capogruppo al Senato, Lucio Malan, nei giorni scorsi aveva dichiarato:
All'attacco anche il capogruppo alla Camera del partito della premier, Galeazzo Bignami che commentando le circostanze emerse ha dichiarato:
Sulla base di queste valutazioni politiche, esponenti di Fratelli d’Italia hanno quindi chiesto che Conte venga ascoltato in Commissione, sollecitando anche ulteriori approfondimenti sui fatti emersi durante le audizioni.
L'audizione dell'8 aprile, tuttavia, è anche alla base della minaccia dell'opposizione di abbandonare i lavori della Commissione Covid.
Negli ultimi giorni, infatti, i capigruppo di opposizione Alfonso Colucci (M5S), Ylenia Zambito (PD), Filiberto Zaratti (AVS) e Anna Maria Furlan (IV) hanno scritto ai presidente di Camera e Senato per denunciare la situazione in Commissione, definita "non più tollerabile".
Scrivono gli esponenti del centrosinistra che accusano il presidente della Commissione Marco Lisei di aver impedito "ogni equilibrio tra maggioranza e opposizione, svuotando di fatto le garanzie parlamentari."
denunciano i commissari di opposizione che poi concludono:
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