15 Apr, 2026 - 12:40

Travaglio e la bacchettata di Trump a Meloni: "La premier doveva pensarci prima"

Travaglio e la bacchettata di Trump a Meloni: "La premier doveva pensarci prima"

Più che una marcia su Roma, Marco Travaglio, all'indomani della rottura tra Trump e Giorgia Meloni, vede una retromarcia: così scrive il direttore del Fatto Quotidiano nel suo consueto editoriale.

La premier farebbe bene a rimangiarsi tutto ciò che ha detto e fatto nei suoi tre anni e mezzo di governo. Anche se è troppo tardi per la sua sopravvivenza politica.

Per Travaglio, la serie di errori commessi da Palazzo Chigi è davvero lunga e non riguarda solo i rapporti con l'amministrazione Trump.

Travaglio contro Giorgia Meloni: "Doveva pensarci prima a prendere le distanze da Trump"

Si direbbe che la frittata è fatta: per Marco Travaglio, ora, a poco servono le retromarce di Giorgia Meloni, prima tra tutte quelle su Donald Trump.

La luna di miele con gli italiani è finita, a detta del direttore del Fatto:

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Ora la premier è impegnata nella precipitosa retromarcia su tutto

Ma tant'é: gli ultimi, sono stati tre anni e mezzo di "occasioni mancate". Ad iniziare dalla Giustizia:

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Per assecondare i poteri marci nominò alla Giustizia Nordio, quintessenza del berlusconismo impunitario, estraneo alla destra legalitaria cui dice di ispirarsi, col risultato di sputtanarsi sull'abuso d'ufficio, il preavviso di arresto, lo sfascio definitivo dei processi e infine di andare a sbattere al referendum sui magistrati...

E già: la lingua batte dove il dente duole. Tutti i guai di Giorgia Meloni, del resto, non sono iniziati il 23 marzo, un minuto dopo le 15, quando si è capito che aveva perso il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati?

Gli errori in politica estera

Sta di fatto che, per Travaglio, la lista degli errori commessi da Giorgia Meloni è lunga. E non può non comprendere quelli rivelatisi tali in politica estera:

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Per non fare la fine del Conte II, si consegnò mani e piedi agli Usa, prima con Biden e poi con Trump, ribaltando l'antiamericanismo del suo mondo, sposando il bellicismo russofobo e inseguendo la follia della vittoria ucraina contro ogni evidenza, per poi trovarsi spiazzata quando Trump fece l'unica cosa giusta oltre alla mezza tregua a Gaza: i negoziati per una pace di compromesso fra Mosca e Kiev, sabotati dall'Ue e anche dall'Italia, che invece si genuflesse agli Usa

E i rapporti con l'Unione Europea? Per Travaglio anche quelli sono stati un disastro:

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Per coprirsi le spalle con l'establishment Ue entrò nella commissione Ursula con Popolari, socialisti e liberali, precludendosi ogni margine di manovra contro i piani di riarmo, i patti di austerità, l'accordo capestro sui dazi al 15%, le folli rinunce al gas russo, ad altri mercati in espansione, tipo Cina e Brics, e ad alleanze nell'unico bacino d'interesse nazionale: non l'est Europa, ma il Mediterraneo

Travaglio, poi, non dimentica nemmeno l'atteggiamento che la premier ha assunto sulla guerra a Gaza e in Iran:

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Per lisciarsi la lobby israeliana ha sempre evitato sanzioni a Tel Aviv contro lo sterminio a Gaza e persino dopo i vari attacchi ai caschi blu italiani in Libano e ora sospende il rinnovo dell'accordo militare quando la mossa appare ormai tardiva, insufficiente e strumentale

E quando disse che non condannava né condivideva l'attacco di Usa e Israele all'Iran?

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Ha inseguito l'illusorio ruolo di ponte Usa-Ue, le ha date tutte vinte a Trump, salvo poi scoprire che quello non ammette posizioni  mediane: solo servi o nemici...

Per questo, "poteva pensarci prima", scrive Travaglio. Col senno del poi.

 

 

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