16 Apr, 2026 - 17:15

"E brava Elly!": l'esclamazione di Giorgia Meloni per la Schlein lanciata per la leadership

"E brava Elly!": l'esclamazione di Giorgia Meloni per la Schlein lanciata per la leadership

Una delle retrosceniste più affermate di Montecitorio, Maria Teresa Meli, ha scritto sul Corriere della Sera che a Giorgia Meloni, l'altro giorno, dopo la solidarietà che le ha mostrato in Aula Elly Schlein per gli attacchi ricevuti da Donald Trump, è scappato un:

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E brava Elly!

Evidentemente, la mossa della segretaria del Pd non se l'aspettava nemmeno lei.

Fatto sta che quell'intervento sembra aver segnato davvero una nuova fase per Schlein. Non solo proiettata a fare la capa dell'opposizione, ma anche a candidarsi a Palazzo Chigi assumendo, fin da ora, a differenza del suo principale competitor Giuseppe Conte, una postura istituzionale.

L'esclamazione di Meloni che incoraggia Elly Schlein

Elly Schlein sembra aver capito che per presentarsi come candidata premier non basta una postura movimentista da eterna opposizione. Per questo, l'altro giorno, in Aula, ha colto al volo la grande occasione presentatale dagli attacchi di Trump a Meloni per dire:

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L'Italia è un Paese libero e sovrano. Pur essendo avversarie, io e Meloni siamo innanzitutto rappresentanti degli italiani. Gli attacchi al nostro Paese non possono essere tollerati

Parole di una leader che si candida a Palazzo Chigi, hanno notato i parlamentaristi.

Ma non solo: il CorSera ha anche sottolineato il fatto che non è la prima volta che tra Meloni e Schlein si evince un certo feeling.

Lo si è notato quando si è dovuto superare lo stallo sui giudici costituzionali, quando il Pd ha premuto per il cessate il fuoco a Gaza (e per la missione della Flotilla), dopo la manifestazione di Torino in coda alla quale un poliziotto fu preso a martellate e sulla legge sulla violenza sessuale.

Come dire: le leader dei due principali partiti italiani hanno una sorta di linea rossa che le mette in contatto nei momenti più caldi.

La manifestazione per la pace

Che Schlein, con l'intervento a favore di Meloni, abbia voluto inaugurare una nuova fase politica, lo testimonia anche il fatto che sta tentando di prendere le redini del centrosinistra anche dal punto di vista organizzativo.

Sta riuscendo, ad esempio, a far mettere in naftalina le primarie che dovrebbero scegliere il candidato premier del Campo largo (anche se l'ultimo sondaggio la dà in testa). E poi a compattare la coalizione in vista di una grande manifestazione per la pace che si dovrebbe tenere a Roma (probabilmente nell'iconica piazza San Giovanni) entro i primi giorni di giugno.

In occasione dell'ultima direzione del suo partito, è stata lei a lanciare l'idea. E gli altri leader del centrosinistra, compreso Conte, già si sono dimostrati d'accordo, anche se ognuno cercando di riempire l'iniziativa con il significato che più gli farebbe piacere.

Allora: per Conte dovrebbe essere l'occasione per "un no alla politica vergognosa del governo". Per Avs, per "dire no alla guerra e sì alla giustizia sociale". Per Più Europa, "il no alla guerra non deve voler dire la resa degli aggrediti" (vedi in Ucraina). Per Italia Viva, deve essere un no a Trump. 

Schlein avrà pensato che a volte è più facile avere a che fare con una avversaria politica dichiarata come Giorgia Meloni che con quelli che si dichiarano suoi alleati. 

 

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