In attesa di vedere se la tregua di dieci giorni annunciata da Trump in LIbano corrisponda al vero, Francesca Albanese, la relatrice Onu per la Palestina, suo malgrado, è stata costretta ad ammettere che la "gazificazione" di quel Paese è il termine più adatto per descrivere com'è adesso la situazione.
In un'intervista che ha rilasciato al Fatto Quotidiano, come al solito, la rappresentante delle Nazioni Unite ha voluto parlare chiaro.
Per Francesca Albanese, in Libano si sta ripetendo l'orrore perpetrato da Israele a Gaza.
La relatrice Onu l'ha specificato nel corso di un'intervista data al Fatto Quotidiano.
A Maddalena Oliva che le ha chiesto se è in corso la "gazificazione" del Libano, Albanese ha risposto così:
Se il governo di Israele ha chiarito che a Gaza la guerra è stata contro i terroristi di Hamas e nel Libano la caccia è a quelli di Hezbollah, Albanese l'ha messa così:
Francesca Albanese continua ad accusare anche l'Italia di essere "complice di genocidio".
In primis, perché, dopo la pace trumpiana, nella Striscia la mattanza prosegue sebbene "a bassa intensità". E poi perché anche la decisione di sospendere il rinnovo automatico del Memorandum con Israele sulla difesa annunciata dalla premier Giorgia Meloni arriva, per lei, troppo tardi:
Stando agli analisti militari, l'interruzione dell'accordo sulla difesa penalizza più l'Italia che Israele. Ma tant'è: Albanese è convinta fino in fondo delle sue tesi.
Per Albanese, infine, a poco serve anche la rottura dei rapporti tra Trump e Meloni per assolvere il nostro presidente del Consiglio:
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