18 Apr, 2026 - 12:32

Lockdown energetico, l'Ue prova a guadagnare tempo: il piano di austerity per scongiurare lo choc

Lockdown energetico, l'Ue prova a guadagnare tempo: il piano di austerity per scongiurare lo choc

L'incertezza sul perdurare della crisi iraniana preoccupa l'Unione Europea che sta preparando un pacchetto di misure di austerity energetica per fronteggiare gli effetti della crisi nel Golfo Persico sull'approvvigionamento dei carburanti e delle materie prime energetiche.

Non un razionamento immediato, ma una serie di misure per ridurre i consumi, stabilizzare i prezzi e prevenire emergenze più dure nei prossimi mesi.

La bozza del piano, attesa per il prossimo 22 aprile, punta soprattutto su misure come smart working, trasporti pubblici più economici, risparmio domestico ed efficienza negli edifici pubblici e privati. 

La notizia di questa mattina della nuova chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran, dopo l'apertura lampo annunciata nel pomeriggio di ieri - venerdì 17 aprile - ha spento le speranze di una parziale ripresa del transito marittimo nel canale dal quale passa il 70% del trasporto mondiale e che uno degli hub mondiali per l'energia. 

Ecco nel dettaglio le misure al vaglio dell'Ue e cosa ci aspetta nei prossimi mesi.

Choc energetico: cosa prevede il piano di austerity dell'Ue?

Nella bozza circolata a Bruxelles, la Commissione raccomanda agli Stati membri almeno un giorno di telelavoro obbligatorio a settimana, tariffe più convenienti per i mezzi pubblici, riduzione del riscaldamento, uso più attento dell’energia in casa e voucher energetici per le famiglie vulnerabili.

Il pacchetto include anche indicazioni per spostare i consumi fuori dalle ore di punta, limitare sprechi, ridurre l’uso di petrolio e gas anche da parte delle pubbliche amministrazioni.

In parallelo, Bruxelles starebbe anche valutando un intervento fiscale per consentire ai governi di abbassare le imposte sull’elettricità rispetto ai combustibili fossili e alleggerire il costo per le industrie energivore.

La tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche, proposta anche dall'Italia, al momento non sarebbe stata inserita nella bozza delle misure.

Perché l’Europa è preoccupata dalla crisi nel Golfo Persico?

La ragione principale è la dipendenza europea dalle forniture energetiche legate al Golfo Persico, in particolare per i prodotti petroliferi raffinati e per il carburante per gli aerei, con una quota molto alta delle importazioni che passa storicamente da quell’area.

Le tensioni nel Medio Oriente hanno già spinto in alto i prezzi e aumentato il rischio di uno shock sull’offerta. Il perdurare della chiusura dello Stretto di Hormuz continua a pesare sulle valutazioni di Bruxelles. 

Per ora il messaggio politico di Bruxelles è che non siamo davanti a un lockdown energetico, ma a un tentativo di ridurre la domanda in modo preventivo e temporaneo.

Le misure più visibili per i cittadini potrebbero riguardare lavoro da casa, trasporti pubblici scontati, una diminuzione della temperatura di condizionatori negli edifici e incentivi a consumare meno nelle ore di picco. 

Le imprese, soprattutto quelle ad alta intensità energetica, potrebbero invece vedere nuove regole su efficienza, prezzi dell’energia e incentivi alla transizione, con l’obiettivo di evitare un passaggio improvviso a restrizioni più pesanti. In sintesi, l’Ue prova a guadagnare tempo: contenere i consumi ora per ridurre il rischio di razionamenti domani. 

Come saranno i prossimi mesi?

Il passaggio chiave è la pubblicazione ufficiale del piano “Accelerate EU”, prevista per il 22 aprile, che chiarirà la portata delle raccomandazioni e il margine lasciato ai singoli governi.

Se la crisi nel Golfo dovesse persistere, il tema non sarà più solo il costo dell’energia, ma la tenuta dell’approvvigionamento europeo nei mesi caldi e poi nel prossimo inverno. 

In questa fase, il vero obiettivo di Bruxelles è rassicurare mercati e cittadini: evitare panic buying, frenare la spirale dei prezzi e dimostrare che l’Europa ha ancora strumenti per difendersi da un nuovo shock energetico. 

 

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