Uno: "Perché la comunicazione pubblica ha presentato i vaccini come privi di rischi significativi mentre gli atti tecnici riconoscevano l'esistenza di effetti avversi?".
Due: "Su quali basi scientifiche solide si basa la raccomandazione della vaccinazione eterologa nei soggetti che avevano già manifestato effetti avversi'".
Tre: "Perché la risposta immunitaria naturale non è stata presa in considerazione?".
Quattro: "Quale ruolo hanno avuto gli enti regolatori nella verifica indipendente dei dati forniti dalle aziende farmaceutiche?"
Si parla dei vaccini anti-Covid e queste sono le quattro domande che i rappresentanti dell'associazione dei danneggiati da vaccino "ContiamoCI" ha posto alla Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione della pandemia da Sars Cov-2 nel corso della sua audizione.
Quattro domande su cui l'associazione ha chiesto di indagare per far luce su quanto accaduto negli anni tra il 2021 e il 2022.
Nel corso dell’audizione, i rappresentanti dell’associazione hanno chiesto, tra le altre cose, perché la comunicazione pubblica abbia spesso presentato i vaccini come privi di rischi significativi, mentre in atti tecnici e documenti ufficiali venivano richiamati anche possibili effetti avversi.
L’associazione ha inoltre sollevato dubbi sulla raccomandazione della vaccinazione eterologa nei soggetti che avevano già manifestato reazioni avverse, chiedendo su quali basi scientifiche fosse stata adottata e quale spazio sia stato riconosciuto alla risposta immunitaria naturale.
Nella prima delle quattro domande, i rappresentati dei danneggiati da vaccino parlano di atti tecnici ufficiali da cui si evincerebbe - secondo l'associazione - la consapevolezza da parte delle istituzioni dell'esistenza del rischio di possibili danni correlati alla somministrazione dei vaccini.
Secondo quanto sostenuto dal presidente dell'associazione, quel documento dimostrerebbe che già nell’estate del 2021 le istituzioni erano a conoscenza della possibilità di effetti avversi anche gravi associati alla somministrazione dei vaccini, citando tra gli altri trombosi, sindrome di Guillain-Barré, miocarditi e pericarditi.
I rappresentanti di ContiamoCi hanno, però, precisato che, a loro avviso, la comunicazione pubblica dell’epoca restava molto diversa dal contenuto degli atti tecnici, perché continuava a presentare un quadro di sicurezza sostanzialmente rassicurante. Su questo punto l’associazione ha chiesto alla Commissione di fare chiarezza.
"La circolare dimostra che lo Stato riconosceva l'esistenza di effetti avversi potenzialmente gravi", ma sottolineano ancora "la comunicazione pubblica delle istituzioni presentava un quadro completamente diverso. Nel corso della campagna vaccinale i rappresentanti delle istituzioni hanno rilasciato dichiarazioni estremamente nette sulla sicurezza dei vaccini".
Un altro tema sollevato nel corso dell’audizione riguarda la vaccinazione eterologa, cioè la possibilità di completare il ciclo vaccinale con un preparato diverso in presenza di reazioni avverse a una precedente dose. Secondo l’associazione, questa impostazione avrebbe mostrato una maggiore attenzione al completamento del ciclo vaccinale che alla tutela del singolo paziente.
Un altro elemento fortemente critico evidenziato nel corso dell'audizione riguarda lo scudo per i sanitari che somministravano i vaccini.
Il presidente dell'associazione ha sostenuto che quella previsione normativa confermerebbe, almeno sul piano implicito, la consapevolezza del legislatore circa la possibilità di effetti avversi, anche gravi.
Da qui la conclusione dell’associazione: se un rischio esisteva per i medici, avrebbe dovuto essere spiegato con la stessa chiarezza anche ai cittadini.
"Il legislatore stesso riconosceva implicitamente la possibilità che a seguito della somministrazione del vaccino potessero verificarsi effetti avversi anche gravi", ma "da un lato affermava pubblicamente la sicurezza dei vaccini, dall'altro predisponeva un meccanismo normativo volto a proteggere i sanitari di conseguenze penali. Il rischio se esisteva per i medici avrebbe dovuto essere spiegato con chiarezza anche ai cittadini".
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