20 Apr, 2026 - 09:00

Dl Sicurezza, al via la battaglia finale alla Camera: è corsa contro il tempo. Centinaia gli emendamenti delle opposizioni

Dl Sicurezza, al via la battaglia finale alla Camera: è corsa contro il tempo. Centinaia gli emendamenti delle opposizioni

Il Decreto Sicurezza arriva alla Camera per l'approvazione definitiva. Dopo il via libera del Senato, questa settimana il testo approda a Montecitorio.

Le opposizioni sono pronte a dare battaglia come già accaduto venerdì scorso a Palazzo Madama, dove l'approvazione è stata accompagnata da polemiche e accuse. 

Il PD ha annunciato la presentazione di oltre 300 emendamenti, e lo stesso faranno gli altri partiti di centrosinistra. Il governo ha già espresso l'intenzione di porre la fiducia sul provvedimento, che arriverà in aula domani, martedì 21 aprile.

Una risposta ai tentativi di ostruzionismo dell'opposizione, ma dettata anche dall'urgenza di approvare il provvedimento che è in scadenza il 25 aprile.
Non si placano, nel frattempo, le polemiche sulla norma per i rimpatri volontari assistito.

Decreto Sicurezza alla Camera: calendario, fiducia e voto finale

Ancora non si sono placate le polemiche per l'approvazione al Senato del Decreto Sicurezza, che il testo domani arriverà alla Camera per il secondo round e l'approvazione definitiva.

Si inizia domani con l'apposizione della questione di fiducia e si prosegue mercoledì 22 a partire dalle ore 11,50 con le dichiarazioni di voto sulla richiesta del governo. Alle 13,30 è prevista la votazione per appello nominale.

Nel pomeriggio, dalle 16,15 avrà luogo il seguito dell'esame con l'esame e la votazione degli ordini del giorno. L'eventuale votazione per l'approvazione definitiva dovrebbe avvenire giovedì 23 aprile. 

Il provvedimento deve essere approvato necessariamente entro il 25 aprile, rischio decadenza. 

Il primo via libera al contestatissimo pacchetto di misure sulla sicurezza pubblica e l'immigrazione è arrivato venerdì 17 aprile al Senato, dove il provvedimento è passato tra le accuse del centrosinistra con 96 voti favorevoli e 46 contrari, dopo una maratona in Aula di 10 ore.

Varato dal governo il 24 febbraio, è stato duramente contestato dal centrosinistra con oltre 1000 emendamenti proposti in commissione Affari costituzionali e quasi altrettanti in Aula.

Centrosinistra, Pd presenta oltre 300 emendamenti. Magi scrive a Mattarella 

Gli emendamenti rappresentano l'arma a disposizione del centrosinistra per rallentare l'iter di approvazione alla Camera. Il Partito Democratico ha depositato più di 300 proposte emendative al dl Sicurezza.

Il Partito democratico chiede meno norme punitive “a effetto” e più interventi concreti per la sicurezza reale dei cittadini. Tra le proposte presentate ci sarebbero anche una riduzione dei nuovi reati e pene più proporzionate, per evitare un uso eccessivo del diritto penale.

Tra le richiesta anche l'aumento delle assunzioni nelle forze di polizia e una maggiore tutela del diritto di manifestare. Gli emendamenti presentati, infatti, puntano a modificare le norme ritenute troppo restrittive che rischierebbero di comprimere il diritto a manifestare il dissenso.

Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, inoltre, ha scritto una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendo un incontro con il capo dello Stato per rappresentare le preoccupazioni istituzionali legate all’iter di approvazione del decreto sicurezza. 
Il decreto sicurezza, denuncia Magi “è stato trasmesso dal Senato alla Camera soltanto il 17 aprile 2026, a ridosso della scadenza del termine costituzionale di conversione. Alla Camera vengono così lasciate, in termini sostanziali, poche ore per l’esame del provvedimento".

virgolette
Si tratta di un metodo grave e inaccettabile, e di una scansione dei tempi che desta seria preoccupazione sul piano della democrazia. La lesione è, infatti, ancor più grave perché il decreto investe materie delicatissime.

Conclude il segretario di +Europa. 

Rimpatrio volontario assistito e compensi agli avvocati: esplode la polemica

Negli ultimi giorni, infine, lo scontro tra maggioranza e opposizione ha raggiunto livelli di altissima tensione a causa della presenza nel Dl Sicurezza di una norma con cui si prevede un pagamento per gli avvocati che forniscono assistenza ai cittadini stranieri che presentano una richiesta di rimpatrio volontario.

Si tratta dell'articolo 30-bis per il quale il governo ha stanziato già 246mila euro per il 2026 e 492mila euro all’anno per il 2027 e il 2028.

Risorse che potranno essere utilizzate per pagare gli avvocati "muniti di mandato, che fa fornito assistenza al cittadino straniero nella fase di presentazione della richiesta di partecipazione ad un programma di rimpatrio volontario assistito".

A far esplodere la polemica anche il fatto che nel testo si riconosce un ruolo specifico al Consiglio nazionale forense nella procedura che punta a favorire il rimpatrio degli stranieri. Il Cnf, tuttavia, dichiara di non essere stato informato e chiede al Parlamento di eliminare la norma.

Le opposizioni accusano il governo di essere a "un passo dall'Ice di Trump".

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La maggioranza prevede il premio in denaro per quegli avvocati che fanno rimpatriare i loro clienti migranti. Praticamente una taglia tipo Selvaggio West,

attacca Riccardo Magi di +Europa.

"Una vergogna normativa che lede la stessa dignità dei professionisti", aveva tuonato Debora Serracchiani del Pd.

 

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