21 Apr, 2026 - 15:45

Norma sui rimpatri e decreto sicurezza: il bonus agli avvocati manda in tilt il governo

Norma sui rimpatri e decreto sicurezza: il bonus agli avvocati manda in tilt il governo

Il decreto Sicurezza approvato dal Senato il 17 aprile e ora in esame alla Camera dovrebbe essere approvato entro il 25 aprile.

Fatto sta che il suo destino, ora, è in bilico in quanto ha suscitato polemiche un emendamento che introduce un bonus di 615 euro per gli avvocati che assistono i migranti nel rimpatrio volontario.

La norma, inserita modificando il Testo unico sull'immigrazione, mira a incentivare i rimpatri assistiti, ma ha provocato reazioni sdegnate da parte delle opposizioni, degli stessi avvocati e, soprattutto, daì parte del Quirinale.

Il governo, quindi, si ritrova per l'ennesima volta dopo la sconfitta al referendum sulla Giustizia, nell'occhio del ciclone.

La premier Giorgia Meloni, però, sembra che voglia rischiare il tutto per tutto. Oggi ha dichiarato che vuole andare avanti con l'approvazione in parlamento. Se la norma per i rimpatri risulterà incostituzionale lo deciderà il Presidente della Repubblica non firmando il decreto.

Cosa prevede l'emendamento dei 615 euro agli avvocati dei migranti che vogliono tornare a casa

L'emendamento della discordia, quello del premio-rimpatri per gli avvocati, aggiunge l'articolo 30-bis al decreto Sicurezza, prevedendo per i legali un compenso pari al contributo per il migrante nel rimpatrio volontario assistito: 615 euro, erogati dopo la partenza effettiva.

La norma è stata voluta soprattutto dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.

I bonus dovrebbero essere gestiti dal Consiglio nazionale forense, con 1,23 milioni di euro già stanziati per il periodo 2026-2028, sufficienti per circa 2.000 casi (questo in linea con i 2.500 rimpatri del triennio 2023-2025).

Sta di fatto che lo stesso Consiglio nazionale forense si è dissociato e ha chiesto l'eliminazione della norma. Il tutto, mentre le opposizioni lo definiscono "vergognoso" oltre che "incostituzionale". 

Perché Mantovano ha incontrato Mattarella

Proprio per chiarire l'emendamento rimpatri, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha già avuto modo di incontrare Sergio Mattarella.

Il Quirinale, da parte sua, ha già espresso riserve, richiedendo una riscrittura: senza modifiche, Mattarella non firmerebbe il decreto.

L'incontro tra il Presidente della Repubblica e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, durato oltre un'ora, ha evidenziato particolari tensioni sul "premio" agli avvocati di chi torna a casa. È percepito dal Colle distortivo dello stesso ruolo forense oltre che del diritto alla difesa che la Costituzione garantisce per tutti.

Cosa ha annunciato Giorgia Meloni oggi 21 aprile sull'emendamento

In ogni caso, oggi, 21 aprile, Giorgia Meloni, dal Salone del Mobile a Milano, ha difeso la norma dicendo che è "di assoluto buon senso" per favorire i rimpatri volontari.

La premier, inoltre, ha annunciato un decreto ad hoc per incorporare gli eventuali rilievi tecnici del Quirinale e degli avvocati.

Ha negato, quindi, che si tratti di un "pasticcio": per lei, entro il 25 aprile, l'intero decreto Sicurezza dovrà avere l'ok definito della Camera. Poi la palla passerà a Matterella. Con il rischio evidente di un cortocircuito istituzionale.

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