22 Apr, 2026 - 14:26

Chi è Pietro Mattei, il nipote di Enrico e perché ha diffidato Giorgia Meloni

Chi è Pietro Mattei, il nipote di Enrico e perché ha diffidato Giorgia Meloni

Pietro Mattei, nipote del fondatore dell’Eni Enrico Mattei, è diventato protagonista di una polemica pubblica con il governo di Giorgia Meloni dopo aver inviato una pec di diffida per chiedere che il nome dello zio non venga più usato nel “Piano Mattei” per l’Africa.

La vicenda, venuta a galla grazie alla Stampa di oggi, ha riacceso il dibattito sul senso del progetto e sul rapporto tra memoria storica e politica estera italiana.

Vita privata e pubblica, cosa sappiamo di Enrico Mattei

Pietro Mattei è uno dei nipoti del fondatore dell’Eni, Enrico Mattei, morto nel 1962 in un incidente aereo a Bascapè, e discende dal fratello minore di Enrico, Italo.

È erede diretto della vedova di Enrico, Margherita Paulas, ex ballerina austriaca deceduta nel 2000, e insieme alla sorella Rosangela “Rosy” ha gestito in questi anni la memoria e gli oggetti appartenuti allo zio, anche promuovendo iniziative di raccolta o restituzione di materiali conservati in un caveau dell’Eni.

La sua presenza pubblica è stata finora legata soprattutto al ruolo di custode dell’eredità familiare: non è un politico professionista né un manager pubblico, ma un privato cittadino che ha scelto di intervenire in prima persona quando il nome dello zio è entrato nel lessico politico e propagandistico del governo.

In più occasioni Pietro e la sorella hanno già preso posizione in ambito legale contro l’Eni, avviando in passato azioni giudiziarie per il recupero di documenti, lettere e quadri appartenuti a Enrico Mattei, segno di una sensibilità particolare verso la fedeltà storica e l’uso del patrimonio biografico del fondatore dell’azienda energetica.

Perché Pietro Mattei ha mandato una pec a Giorgia Meloni

Pietro Mattei, che detiene il 66 per cento dei beni di famiglia e ha già avuto contese con l’Eni per la restituzione di documenti e oggetti appartenuti allo zio, ha inviato una pec alla presidenza del Consiglio in cui “diffida all’utilizzo del nome di Enrico Mattei in relazione al cosiddetto Piano Mattei”. 

Nella missiva, inviata il 27 marzo 2026, definisce l’uso del nome dello zio come “propagandistico”.

Pietro Mattei si riferisce in particolare a un’azione di governo che, secondo lui, non rispecchia lo spirito indipendente e critico verso il ruolo degli Stati Uniti che caratterizzò il fondatore dell’Eni.

Secondo le notizie riportate dalla Stampa, inoltre, Pietro Mattei contesta anche il posizionamento dell’Italia su scelte energetiche (come il non ricorso al gas russo) e sulla questione palestinese, che descrive come segno di una politica estera subordinata alle grandi potenze.

La diffida non esclude azioni legali, sia civili sia penali, per il presunto uso improprio del nome di Enrico Mattei, trasformando una polemica politica in una questione di diritto alla memoria e all’immagine.

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