22 Apr, 2026 - 16:05

Sallusti punge: "Solovyev? Il Travaglio di Mosca che ha commesso un fallo di frustazione"

Sallusti punge: "Solovyev? Il Travaglio di Mosca che ha commesso un fallo di frustazione"

L'eco degli insulti di Solovyev contro la premier Giorgia Meloni è destinato a non esaursi in poco tempo. Oggi, ad esempio, le parole del "fantoccio-ventriloquo di Putin" sono state riprese dall'ex direttore del Giornale Alessandro Sallusti per attaccare (anche) Marco Travaglio.

In un articolo apparso su "Politico quotidiano", la rubrica pubblicata sul sito nicolaporro.it, Sallusti ha specificato che "l’episodio va rubricato come un fallo di frustrazione alla situazione in cui, grazie anche al premier italiano, si trova la Russia".

Ma, nel dire questo, Sallusti non ha rinunciato a una stoccata contro il direttore del Fatto Quotidiano

La stoccata di Sallusti: "Solovyev è il Travaglio di Mosca"

Parlando di Solovyev, Alessandro Sallusti l'ha definito il "Travaglio di Mosca". Il perché è presto detto: il direttore del Fatto è da sempre vicino alle posizioni del Cremlino. E allora:

virgolette
A sostenere che Mosca sta vincendo la guerra con l’Ucraina sono rimasti in due: uno è appunto Solovyev, l’altro è il suo omologo italiano Marco Travaglio, che da quattro e passa anni ogni mattina, dalle colonne del suo giornale, ci informa sul fatto che la Russia ha già vinto la guerra e che quindi è inutile buttare soldi e tempo per difendere l’Ucraina

ha scritto Sallusti, non senza evidentemente un pizzico di sarcasmo visto il recente editoriale con il quale Travaglio si è vantato di aver avuto, insieme agli analisti del suo giornale, "sempre ragione".

Come stanno le cose agli occhi di Sallusti

Ricordato che finora, i detrattori di Travaglio erano soliti apostrofarlo sui social anche come "l'Emilio Fede di Putin", per Sallusti, il direttore del Fatto, da oggi, può essere anche considerato l'alter ego di Vladimir Solovyev:

virgolette
Giorgia Meloni delle farneticazioni di Solovyev e di Travaglio non ne vuole sapere e tiene il punto sulla difesa dell’Ucraina senza se e senza ma. Non è un caso che l’attacco russo alla premier arrivi proprio nei giorni in cui la Meloni fa orecchie da mercante alle sirene che le chiedono di ricominciare a comprare il gas russo per fare fronte alla crisi provocata dalla guerra nel Golfo...

E quelle sirene da dove arrivano se non dalla Lega, dal Movimento Cinque Stelle e dal Fatto Quotidiano?

 

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