Giacomo Poretti del trio Aldo, Giovanni e Giacomo domani compie 70 anni e oggi è stato intervistato da Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera.
L'attore ha ripercorso la sua vita e ha raccontato anche i suoi trascorsi politici. Un episodio, in particolare, che non aveva mai svelato prima per paura della reazione della madre.
Una volta, nemmeno ventenne, ha rischiato di morire perché un avversario gli puntò una pistola alla tempia.
Giacomo Poretti, perché ha rischiato di morire per la politica, la pistola alla tempia
Giacomo Poretti ha raccontato al CorSera di aver avuto molte passioni nella sua vita, tra le quali anche quella della politica.
Da giovane, nello stesso periodo in cui frequentava la scuola per diventare infermiere, faceva parte di Democrazia Proletaria, un gruppo extraparlamentare di estrema sinistra.
E agli anni Settanta risale l'episodio che lo vide rischiare la vita:
Non l'ho mai raccontato perché mia madre sarebbe morta di paura. Ora che non c'è più, posso dirlo. Avevo poco meno di vent'anni, nella piazza di Villa Cortese eravamo una trentina, tutti di sinistra. Passa un ragazzo, che tra l'altro aveva fatto le elementari e le medie con me, e ci fa un gesto di ingiuria. Noi rispondiamo con un insulto. Quello torna indietro, mi grida: Ripeti quello che hai detto!, tira fuori una pistola e me la punta alla tempia...
A quel punto cosa succede?
Durò una frazione di secondo, d'istinto stavo per tirargliela via, poi fortunatamente per tutti e due lui è riuscito a scappare...
A ripensarci adesso, Giacomo l'ha messa così:
Erano anni un po' particolari. Ma non so se adesso sia meglio
Giacomo oggi per chi vota?
Ma oggi, per l'appunto, Giacomo per chi vota? L'attore ha confidato anche questo ad Aldo Cazzullo:
Le ultime due volte non ho votato. Tornerei a votare se nascesse un vero terzo polo: oggi siamo un po' ricattati tra due schieramenti che non mi piacciono...
In ogni caso, l'attore del trio comico di "Tre uomini e una gamba" ha tenuto a ripeterlo:
La politica è stata una mia passione, ho rischiato la vita per la politica. Ora trovo tutto molto banale
I complimenti di Walter Veltroni per il personaggio di Tafazzi
Sta di fatto che la politica, in un certo senso, ha saputo anche farsi perdonare da Giacomo. Ha contribuito, infatti, a far entrare nella storia il personaggio che l'ha reso famoso: Tafazzi, l'uomo che si percuote i genitali.
Il personaggio di Tafazzi è nato facendo la parodia dei supereroi (...) Io mi vestii buffamente, con il parapalle, presi una bottiglia vuota e cominciai a percuotermi. Da lì nacque tutto. Un giorno mi chiama Gino, quello di Gino&Michele, per dirmi che mi sta cercando Veltroni, allora direttore dell'Unità
Cosa voleva Veltroni?
Aveva riconosciuto in Tafazzi il simbolo della sinistra italiana, un po' masochista. Un editoriale di Sandro Veronesi lo consacrò. Anche Giorgia Meloni l'ha citato. Con Aldo e Giovanni mi vanto: io sono finito nel dizionario, voi no...