Ci sono date che, più di altre, restano incise nella storia di una società. Nel caso della Juventus, però, una di queste riguarda un evento tutt'altro che felice. La morte di Andrea Fortunato il 25 aprile 1995 ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo bianconero e, a 31 anni di distanza, il club non ha potuto fare a meno di ricordarlo con un messaggio davvero intenso.
La perdita del giovane e talentuoso terzino è un qualcosa di impossibile da dimenticare. Andrea Fortunato ha lottato contro una malattia più forte di lui, che lo ha privato della vita e del sogno che inseguiva da bambino: quello di giocare con i grandi. Ripercorriamo allora la sua carriera e le imprese fuori e dentro il campo.
Andrea Fortunato è nato a Salerno il 26 luglio 1971 e ha mosso i primi passi nella Giovane Salerno. Fin da giovanissimo ha mostrato qualità importanti, attirando l’attenzione di diversi club. A puntare su di lui è stato il Como, dove ha iniziato come attaccante prima di essere arretrato sulla fascia sinistra, ruolo che ne ha esaltato corsa e tecnica. Dopo la trafila nel settore giovanile è arrivato l’esordio in Serie B a soli 18 anni.
Nel 1991 è passato al Genoa, ma ha trovato poco spazio. La svolta è arrivata con il prestito al Pisa, dove ha giocato con continuità ed è cresciuto rapidamente. Tornato a Genova, ha conquistato il posto da titolare e si è messo in mostra contribuendo anche alla salvezza della squadra. Le sue qualità hanno convinto la Juventus, che lo ha acquistato per raccogliere l’eredità di Antonio Cabrini. In bianconero, dopo un primo periodo di adattamento, è diventato titolare sulla fascia sinistra e si è guadagnato anche la convocazione in nazionale.
Nella primavera del 1994 qualcosa è cambiato. Fortunato ha accusato una stanchezza continua e una febbre persistente che ne hanno condizionato il rendimento. Dopo alcuni controlli è arrivata la diagnosi: leucemia mieloide acuta. È iniziata così una battaglia durissima. Ricoverato a Torino, è stato poi trasferito a Perugia per un trapianto.
Il primo tentativo, con cellule della sorella, non è andato a buon fine. Si è riprovato con quelle del padre e questa volta la risposta è sembrata positiva. Fortunato ha reagito con grande forza. È tornato ad allenarsi, ha ritrovato i compagni, sognando il rientro in campo. Nell’aprile del 1995, però, una polmonite ha cancellato ogni speranza: il suo fisico, già provato, non è riuscito a reagire.
Il 25 aprile 1995 Andrea Fortunato si è spento, lasciando un dolore profondo nel mondo del calcio. Oggi, nel giorno del trentunesimo anniversario della sua morte, la Juve ha voluto ricordarlo con parole di grande affetto.
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