25 Apr, 2026 - 15:15

Il 25 Aprile tra zuffe, spray al peperoncino e bandiere vietate: cosa sta accadendo

Il 25 Aprile tra zuffe, spray al peperoncino e bandiere vietate: cosa sta accadendo

In tutt'Italia sono centinaia le manifestazioni per il 25 Aprile. Ma anche quest'anno non tutte si svolgono onorando il vero senso di questa ricorrenza, che sarebbe quello di festeggiare un Paese libero, dove tutti possono esprimere la loro perché in un Paese democratico.

A Roma, questa mattina, alcuni esponenti dei collettivi Pro Pal hanno aggredito con dello spray al peperoncino il presidente di Più Europa Matteo Hallissey, ad esempio, che, insieme al giornalista Ivan Grieco e ad altri militanti si stava unendo a un corteo in zona Piramide con la bandiera dell'Ucraina oltre a quella della Palestina.

A Milano, invece, città dove tradizionalmente si svolge il corteo nazionale del 25 Aprile, il presidente dell'Anpi Gianfranco Pagliarulo ha vietato la bandiera di Israele, nonostante alla Liberazione italiana dal nazifascismo abbia contribuito anche la Brigata Ebraica.

Come dire: se il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni hanno auspicato che il 25 Aprile diventi una festa unitaria, si è ancora ben lontani da quest'obiettivo. Il giorno della Liberazione, con le varie manifestazioni che si tengono in quest'occasione, spesso è ancora in mano ad estremisti che sembrano avere davvero poco di democratico.

Il 25 Aprile con gli scontri: cosa è accaduto tra zuffe, spray al peperoncino e bandiere vietate

L'episodio più grave, almeno per ora, del 25 Aprile 2026 si è registrato a Roma dove il presidente di Più Europa Matteo Hallissey e altri militanti sono stati aggrediti da alcuni esponenti Pro Pal in quanto, con quella palestinese, avevano la bandiera ucraina.

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Siamo stati aggrediti al 25 Aprile. L’unica colpa? Aver portato una bandiera dell’Ucraina

ha denunciato su Instagram Hallissey

La tensione a Milano

Anche a Milano il tradizionale corteo del 25 Aprile si caratterizza con varie tensioni. 

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“La bandiera d’Israele non può sventolare al corteo nazionale per la festa della Liberazione

ha intimato, ad esempio, il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo prima della partenza della manifestazione.

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La bandiera ucraina va bene, ci può stare perché l'Ucraina è un Paese che è stato invaso dai russi. Quella di Israele no e per un motivo molto semplice: lo stesso per cui non c'è la bandiera della Russia. Infatti, se è vero come si è detto che bisogna distinguere l'aggressore e l'aggredito per quello che riguarda Gaza o l'Iran la situazione è chiara: c'è un aggressore che si chiama Israele ma anche Stati Uniti d'America e un aggredito, che è il popolo palestinese

Conclusione:

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La bandiera ucraina francamente penso ci stia bene nel corteo, ma quella israeliana e quella americana francamente preferirei non vederle perché non c'entrano con questa manifestazione”

Come dire: i partigiani che dimenticano la storia che vorrebbero onorare, visto che la liberazione dell'Italia fu ad opera degli anglo-americani oltre che dei partigiani e che tra quest'ultimi si distinse anche la Brigata ebraica.

Per quest'ultima, Davide Romano, direttore del Museo della Brigata ebraica, prima della partenza del corteo milanese, l'ha messa così:

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“Noi siamo qua per ricordate i 5mila soldati della Brigata ebraica. Erano volontari ebrei che hanno combattuto contro i nazisti. Se qualcuno non ci vuole, viola la memoria del 25 Aprile”

Romano, poi, ha specificato che "con la Brigata ebraica, sfileranno esponenti dell'associazione Italia-Iran, oltreché gruppi di ucraini, venezuelani, georgiani e russi anti-Putin, oltre ai giovani di Forza Italia". 

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“Il nostro obiettivo per il 25 aprile è quello di allargare le comunità e le etnie presenti, senza preclusioni e senza alcun colore, ricordando chi davvero ha liberato l'Italia
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