Washington, nella notte italiana, è stata teatro di una serata ad altissima tensione.
Durante la prestigiosa cena annuale dei corrispondenti della Casa Bianca, tenutasi presso l'Hotel Hilton, il presidente Donald Trump e il vicepresidente JD Vance sono stati oggetto di un grave attentato che ha costretto all'immediata evacuazione delle massime cariche dello Stato.
Quando la cena era appena iniziata, si sono sentiti degli spari. Le guardie del corpo e la sicurezza sono subito intervenute mettendo in salvo il presidente e il suo vice mentre i giornalisti si riparavano sotto i tavoli.
Per fortuna, c'è stato solo un ferito lieve, un addetto alla sicurezza.
L'attentatore subito è stato arrestato. E il presidente, dopo quanto accaduto, alla domanda dei giornalisti come fosse stato possibile per un uomo entrare armato nella sala dove si teneva la cena e avere la possibilità di ucciderlo, ha replicato:
Ma ora, dall'Italia, ci si chiede anche un'altra cosa: l'attentato sarà l'occasione per Giorgia Meloni per ricucire con la Casa Bianca dopo la recente rottura dell'idillio per via degli attacchi Usa al Papa e la guerra in Iran?
La serata, iniziata sotto i migliori auspici, è stata interrotta bruscamente alle 20:36 ora locale, quando il rumore di quattro o cinque colpi d'arma da fuoco ha squarciato l'atmosfera nella sala da pranzo dell'hotel.
Oltre duemila invitati, tra cui i rappresentanti più autorevoli della stampa internazionale, hanno cercato riparo sotto i tavoli mentre il Secret Service interveniva con estrema rapidità.
Donald Trump, la first lady e il vicepresidente JD Vance sono stati scortati in sicurezza fuori dalla sala e trasferiti in una sede protetta.
Le autorità hanno confermato che l'attentatore, un uomo di 30 anni originario della California, è stato prontamente arrestato dagli agenti. Solo grazie a loro si è impedito un massacro di proporzioni potenzialmente ben più gravi.
La sindaca di Washington, Muriel Bowser, ha reso noto che un agente è rimasto ferito durante le fasi dell'arresto, ma per fortuna in modo lieve.
Il presidente Trump, parlando successivamente dalla Casa Bianca, ha definito l'attentatore una "persona malata" dotata di numerose armi e ha sottolineato la prontezza dei suoi agenti di scorta.
Quello avvenuto a Washington è il terzo attentato che subisce Donald Trump dall'inizio della sua campagna elettorale.
Il precedente più traumatico risale al 13 luglio 2024, quando, durante un comizio a Butler, in Pennsylvania, un giovane attentatore esplose diversi colpi contro il tycoon dal tetto di un edificio adiacente, ferendolo di striscio all'orecchio.
L'episodio, che lasciò il mondo sbigottito, divenne iconico per la reazione di Trump, ripreso mentre aizzava la folla con il pugno alzato poco prima di essere messo in salvo dagli agenti.
Successivamente, nel settembre 2024, un ulteriore attacco fu sventato in un campo da golf: solo il tempestivo intervento della sicurezza impedì all'assalitore di entrare in azione.
Ora gli occhi sono puntati sulla reazione di Giorgia Meloni all'attentato di questa notte contro Trump e Vance.
Di sicuro, la premier italiana vorrà far pervenire ai vertici delle istituzioni Usa la sua solidarietà, anche se il primo post della giornata l'ha dedicato al carabiniere più longevo d'Italia
Facile, in ogni caso, pronosticare che tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca ci sarà almeno una telefonata: sarà il primo atto dopo la crisi diplomatica scatenata da Trump contro papa Leone e la stessa premier per la guerra in Iran. Magari, l'occasione di rompere il ghiaccio.
Intanto, a metà mattinata, dalla premier è arrivata questa nota:
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